Cinema in crisi

Ieri sera sono stato a vedere con mia moglie e amici l’ennesimo remake, un classico. Non mi dilungo sul giudizio del film in sè perché alla fine i gusti sono gusti.

Ho notato però alcuni motivi che credo tutti dobbiamo tenere presente quando leggiamo che “il cinema è in crisi”. La sala era più sporca di una piazza dopo un concerto gratuito: lattine, bottiglie e macerie di enormi palazzi fatti di popcorn sulle poltrone e a terra ci hanno impedito di occupare le poltrone centrali.

I posti ci erano stati assegnati al botteghino, con chissà  quale algoritmo poco intelligente: la sala era semi-vuota (se si escludono i popcorn) e avevamo avuto i posti peggiori. Certo, potevamo chiedere posti precisi: ma come si fa a sapere com’è fatta la sala? Il monitor delle prenotazioni non è visibile quasi mai al botteghino. E’ un sistema veramente idiota: il cinema non è il teatro, ci voglio saltare dentro quando passo di lì e se arrivo tardi mi siedo davanti.

La proiezione doveva iniziare alle 20.30. Puntuali si sono spente le luci e, sorpresa, sono partiti 20 minuti di pubblicità  adatta a cerebrolesi, tipo quella con la macchina che è parcheggiata sotto il manto stradale in stile X-men e quando c’è traffico il pilota scende, allarga le braccia e si fa largo scuotendo la strada (seeee, raccontamelo in tangenziale). Magari mi avessero fatto vedere qualche promozione dei film in arrivo! Manco quelli, solo macchine e qualcos’altro che nemmeno ricordo (strumento efficace, non c’è che dire).

Poi l’intervallo: usanza che pensavo fosse estinta, si è invece affacciata prepotente da quando i cinema sono tornati ad essere un posto dove consumare pseudocibarie dai gusti chimici. E aggiungere sporcizia alla sala.

E tutto lo spettacolo per la modica cifra di 7.50€ a testa. Chissà  quando lo capiranno che se il cinema è morto è perché l’ha ammazzato prima l’intera ‘industria’ del cinema che Internet.

Ah, la sala era l’Odeon di Milano.