Nessuna pietà 

Doveva capitare anche a me, prima o poi. Sabato 8 Ottobre arrivo a Malpensa spendendo la non modica cifra di 11 Euro per il Malpensa Express, 45 minuti di percorrenza a velocità  normale, non un treno veloce come il treno di Heathrow. Vado a ritirare il biglietto per Budapest che l’organizzazione di Internet Hungary 2005 mi ha messo a disposizione per poter parlare di software libero a questo bell’evento.

Guardo il tabellone delle partenze e vedo l’orrenda scritta accanto al volo: annullato. Ah. Perché? Uno sciopero degli assistenti di volo Alitalia. Bella roba, io volo Malev (la compagnia di bandiera ungherese) ma si tratta di uno di quei voli co-gestiti. Niente da fare, restiamo a terra fino al volo successivo alle 21.30. Figuraccia internazionale e devo spendere un po’ di miei soldi per avvisare chi mi stava aspettando a Budapest per cena.

Il bello è che avrei pure potuto solidalizzare con i ‘lavoratori’ Alitalia, ma sono talmente ignobili da non aver nemmeno provveduto a distribuire volantini sindacali con le loro recriminazioni.

Dopo 9 ore passate in aeroporto (avete presente quanto è bello Malpensa?) ho chiesto ad uno steward di darmi lumi, di spiegarmi perché ho sacrificato 9 ore della mia vita e una cena a Budapest. Il povero cristo non ha saputo aiutarmi: trattasi di un precario, assunto a progetto 10 mesi l’anno e senza diritto di sciopero. E i suoi colleghi non avevano voglia di parlare …

Fantastico, penso con mia moglie: hanno scioperato quelli che il lavoro già  ce l’hanno e non si rendono conto che prendono ostaggio degli innocenti (chi viaggia) lasciando in peggiori condizioni questi precari. Mah. Se lasciassero fallire Alitalia non verserei una lacrima.