Jun 20 2006

FSFE, nodo di una rete

Published by Stef at 9:24 am under business

La comunità è ampia e variegata, il che è un valore ma anche una debolezza.  Questo vuol dire che bisogna scegliere con cautela gli interlocutori da invitare ai tavoli di discussione importanti.  FSFE non è la comunità del sw libero, non la rappresenta e non intende rappresentarla.  FSFE rappresenta solo FSFE, ed è un nodo di una rete di persone e gruppi che si riconoscono nel GNU Manifesto.

Per quanto riguarda FSFE, siedere a tavoli dell’ONU e del WIPO è parte delle attività istituzionali, nonostante si parli di ‘proprietà intellettuale’.  Qui si trova l’elenco delle attività che FSFE ha condotto in seno al WIPO da quando FSFE è stata ammessa alle riunioni come osservatore.

Per le attività nel WSIS invece si legga
http://www.italy.fsfeurope.org/projects/wsis/wsis.it.html


Per le azioni con la Commissione Europea si guardi:
- l’azione conclusa sul FP6
http://www.italy.fsfeurope.org/projects/fp6/fp6.en.html e
http://www.italy.fsfeurope.org/projects/eucd/eucd.it.html
- l’impegno in corso sul processo antitrust http://www.italy.fsfeurope.org/projects/ms-vs-eu/ms-vs-eu.it.html
e il dossier pubblicato su GNUvox

- l’attività in corso per prevenire danni dalla direttiva IPRED (Ciaran O’Riordan si occupa di influenzare la legislazione a Bruxelles, pagato grazie alla generosità dei Fellow di FSFE) è su
http://www.italy.fsfeurope.org/projects/ipred2/ipred2.en.html
- e, come quest’ultima, anche la nota attività anti-brevetti condotta in coordinazione con FFII (a Bruxelles Ciaran lavora nello stesso ufficio con FFII, con contatti quotidiani)
http://www.italy.fsfeurope.org/projects/swpat/swpat.it.html
- EIPA (www.eipa.nl) ci ha contattati per organizzare con loro un seminario sul sw libero per la PA

Evidentemente queste attività possono essere annunciate e comunicate solo per sommi capi, trattandosi di trattative molto delicate, condotte sulla base di fiducia personale dei membri delle istituzioni (funzionari assunti a tempo indeterminato). È evidente che non è facile cambiare i vertici dell’associazione ogni due anni.  FSFE ha obiettivi di lungo periodo e ha una struttura democratica al suo interno, con decisioni preso per consenso o voto, regolari elezioni degli organi direttivi ecc.

Condizione per l’accesso è la *fiducia* del resto del gruppo, perché il lavoro in FSFE procede praticamente per automatismi: telefonate, brevi
email e si procede in modo rapido, efficiente ed efficace.  Certo perfettibile.  Se ci fosse una struttura aperta alle iscrizioni allora FSFE dovrebbe somigliare ad un partito politico, e allora il budget
snello –e ridicolo– che abbiamo ora (120k euro per il 2005 –l’ufficio pubblicherà questi dati dopo Barcellona) non basterebbe più, evidentemente, e andrebbe speso per mantenere una struttura burocratica di controllo.  Il dibattito interno in FSFE esiste su questo punto, come è normale, ma onestamente non è un discorso banale.

Recentemente Cristian Rigamonti, Patrick Ohnewein e Antonella Beccaria sono stati inclusi nel team europeo, dopo lunga collaborazione nel team italiano.  Altri ricambi e aggiunte sono possibili, anzi le auspichiamo.

FSFE è perfettibile in molti sensi, e il dibattito interno è pure alto. Però svolge le sue attività in modo abbastanza trasparente (anche questo
è perfettibile) con comunicazioni costanti e puntuali. Un bollettino mensile delle attività dei membri viene redatto, tradotto e pubblicato da volontari, nonostante non venga inoltrato sulla lista discussioni@softwarelibero.it (per motivi che ignoro).

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