Le tasse online e la Montblanc

Procede online il dibattito sui servizi telematici obbligatori per comunicare con l’Agenzia delle Entrate. Ne abbiamo parlato anche su GNUvox. Alcuni messaggi su Punto Informatico fanno chiaramente capire che non esiste alcun problema tecnico ad eseguire il programma gratuito distribuito dalla stessa Agenzia anche su GNU/Linux. Altri, governo incluso, suggeriscono di usare l’home banking, giustamente.

Non abbiamo mai avuto dubbi sulla fattibilità  tecnica o sulla possibilità  di trovare una soluzione di ripiego efficace per risolvere il problema. Ma il punto non è quello di trovare un modo per pagare le tasse, da bravi cittadini.

Ci preoccupa la mancanza di cultura informatica: se l’Agenzia delle Entrate avesse obbligato i cittadini a compilare l’F24 con una Montblanc e in caratteri cirillici giustificando la decisione con qualche ragione tecnica, a chi sarebbe venuto in mente di rispondere

Nessun problema: mi faccio prestare la penna dalla banca di mio cugino russo

Pure questa sarebbe una soluzione di ripiego efficace, ma sicuramente tutta la società , tutti i partiti (non solo il senatore Bulgarelli) avrebbero gridato allo scandalo.

Qui siamo di fronte allo stesso problema: l’Agenzia delle Entrate immagina un mondo in cui prima esiste solo Windows (la monocultura), poi è costretta da un tribunale a riconoscere l’esistenza dei sistemi Apple (la bicultura). Ma dimostra ancora una visione limitata: l’informatica è un mondo molto più variegato. Il nostro compito di esperti potrebbe essere quello di educare politici e gli stessi tecnici. Non sarebbe stato meglio per l’Agenzia pubblicare i requisiti e le specifiche dei programmi consentendo a chiunque sia capace di realizzare un’applicazione compatibile con il sistema? Perché sperperare denaro per distribuire, pur gratuitamente, un programma che non si può studiare e adattare alle proprie esigenze?

A proposito: a che condizioni sono disponibili le specifiche del protocollo per il fisco telematico?