Rob Weir sulle specifiche OOXML

Si stanno moltiplicando le analisi sulle 6000 pagine di specifiche per Microsoft Office Open XML (OOXML). Quella di Rob Weir è una lettura interessante perché evidenzia quanto queste specifiche siano state concepite per accomodare le esigenze di un unico vendor, ovvero solo Microsoft le può implementare correttamente. Rob spiega con un esempio molto chiaro qual’è la differenza tra una specifica di un formato che è veramente orientata all’interoperabilità  e una che non lo è. Non sorprende che OOXML rientri nella seconda categoria.

Ci sono varie parti del formato OOXML che si riferiscono a versioni legacy di MS Office senza descriverle appropriatamente:

2.15.3.26 footnoteLayoutLikeWW8 (Emulate Word 6.x/95/97 Footnote Placement)

This element specifies that applications shall emulate the behavior of a previously existing word processing application (Microsoft Word 6.x/95/97) when determining the placement of the contents of footnotes relative to the page on which the footnote reference occurs. This emulation typically involves some and/or all of the footnote being inappropriately placed on the page following the footnote reference.

[Guidance: To faithfully replicate this behavior, applications must imitate the behavior of that application, which involves many possible behaviors and cannot be faithfully placed into narrative for this Office Open XML Standard. If applications wish to match this behavior, they must utilize and duplicate the output of those applications. It is recommended that applications not intentionally replicate this behavior as it was deprecated due to issues with its output, and is maintained only for compatibility with existing documents from that application. end guidance]

[Enfasi aggiunta]

In sostanza per supportare OOXML bisogna indovinare il comportamento ‘scorretto’ di Word 6 nel collocare le note a piè di pagina.

Bisogna notare che questi tag non saranno usati dal nuovo MS Office, ma compariranno nei documenti legacy convertiti dai vecchi formati. Quindi, pur essendo tag ‘deprecated‘ sono in realtà  cruciali. Ripensiamo ad un governo che decide di passare al nuovo MS Office sperando di convertire i propri archivi ad un formato ‘standard’. Il governo avrà  milioni di documenti convertiti che useranno questi tag che non sono descritti nelle specifiche e solo MS Office può interpretare correttamente.

Ovvero, siamo alle solite, altro che interoperabilità . OOXML ha ancora molta strada da compiere prima di essere veramente uno standard. L’articolo di Rob Weir merita una lettura approfondita: An Antic Disposition: How to hire Guillaume Portes