Internet è meglio senza governo

Non ci manca proprio un altro comitato, un nuovo ente, una nuova authority. Internet non ha bisogno né di un governo né di una costituzione. Andrea Monti la chiama normomania e sono d’accordo. Facciamoci bastare le leggi e le norme che ci sono ora, nazionali e sovranazionali, perché alla fin fine Internet non è diversa da un telefono, dalla televisione, da piazze e strade.

C’è rischio monopoli? Si attivino i garanti antitrust, altrimenti che li paghiamo a fare. Bottoni sembra sostenere che solo un democratico governo eletto di Internet può impedire la censura in Cina o in Myanmar. Invece proprio questo è il motivo che mi convince del contrario: un governo della Rete è uno SPOF, un unico punto di debolezza da corrompere e manipolare. Bottoni sembra dimenticare che oltre al voto il cittadino ha altri poteri, tra cui quello di non comprare. Non ti piaccioni i DRM? Non comprare iPod, non comprare da iTunes. Temi il TPM? Non comprare Bluray né HD-DVD né Playstation. E convinci i tuoi amici a fare altrettanto. Il provider filtra il traffico? Protesta e stacca la spina. Come si può sperare che un governo possa essere più efficace? L’esperienza italiana (ma anche quella europea non è da meno) mi insegna che è più efficace in tempi rapidi questo potere del voto. E il fattore tempo è cruciale.

Invece credo sia meglio sforzarsi di mantenere l’aspetto libertario ed anarchico di Internet il cui successo, ricordiamolo, deriva dalla sua natura distribuita.