Il DRM sulla musica muore ma è presto per cantare vittoria

Notizia di inizio 2008: Sony BMG sta pensando di vendere file musicali via internet senza schemi fastidiosi di restrizione, i Digital Restrictions Management. E così Sony si unisce alle altre aziende del settore: Universal, EMI e Warner che per indebolire Apple danno diritti ai loro clienti. Le major hanno capito che ci piace comprare e spostare musica tra i nostri vari computer e dispositivi senza essere legati ad un solo produttore. A noi piace l’interoperabilità , ci piace comprare sul negozio iTunes, trasformare il file in OGG Vorbis e ascoltare sul lettore Samsung o sul cellulare. Ci piace masterizzare una collezione di musica natalizia da regalare alla mamma o caricare un disco USB da portare ad una festa a tema anni ’70. E ci piacciono le soluzioni semplici: nessun DRM è meglio di un DRM interoperabile costruito ad-hoc (o peggio, obbligatorio per legge). Le major sembrano sulla buona strada, almeno per quanto riguarda la musica.

Sembra sulla cattiva strada invece la malconsigliata Viviane Reding, la Commissaria Europea alla Società  dell’Informazione e i Media, la quale sta considerando la possibilità  di costruire un framework legale per DRM interoperabili. A lei la campagna Defective By Design ha indirizzato una lettera aperta per raccontarle la realtà  dei fatti: i DRM, tutti, sono incompatibili con il Software Libero e i cittadini hanno già  chiaramente indicato alle major che le restrizioni non sono benvenute.

È presto per cantare vittoria perché comunque gli schemi DRM resistono su film (Blu-ray/HDDVD), sui giochi (misto a TPM, sebbene i bug siano sempre presenti e le protezioni aggirabili), nelle trasmissioni televisive (IPTV e digitale, sia satellitare che terrestre) e nella mente di alcuni politici incantati da anni di pianto greco delle major.

Agisci: firma l’appello di Defective by Design e sostieni la FSF.