Il miraggio del brevetto comunitario

Stamattina ho trovato nella mia casella di posta un messaggio da una persona che cerca informazioni riguardo la brevettabilità delle idee. La domanda in particolare mi ha colpito, come sempre:

se ho ben capito le idee non sono brevettabili e quindi […] chiunque può rivedere la mia idea e ricopiarla con un altro marchio?

Mi colpisce sempre come qualcuno possa pensare di basare il vantaggio competitivo di un’azienda solo su un brevetto. Evidentemente la propaganda pro-brevetti fa breccia nelle menti di alcuni e certamente il mito del povero inventore che di colpo diventa ricco senza faticare è dura a morire. La dura realtà è che un brevetto da solo quasi non basta nemmeno alle aziende farmaceutiche per ottenere un vantaggio competitivo sostenibile. La recente battaglia tra Nokia e Apple dimostra che i brevetti oggi non servono affatto a stimolare l’innovazione, ma piuttosto a limitarla. Nokia ha smesso di innovare, Apple la sta superando ma la prima si è lanciata alla rincorsa con gli uffici legali.

Le ho consigliato di leggere il post di Seth Godin su come proteggere le ideee (non si può) e il libro The art of the start di Guy Kawasaki. A tutti consiglio anche di firmare la petizione di FFII per sensibilizzare i politici europei sui danni che il brevetto comunitario può fare alle imprese nazionali.