Le assurdità italiane

Certi giorni mi sveglio e vengo investito da sensazioni orribili. Oggi è uno di quelli. Chiamo Fastweb per disdire il mio costosissimo contratto e mi sento dire che devo mandargli una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il costo di una raccomandata è almeno 2 ore di tempo bruciato, tra andare in ufficio postale, fare la fila e tornare al lavoro. Come professionista sono costretto ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e il ministro si affanna a pubblicizzarla in tv come alternativa della raccomandata. Ma Fastweb non accetta la PEC per la disdetta (non sia mai, solo carta, per carità … la vuole vergata col sangue, dico io?), mentre per l’attivazione basta riempire un formulario online.

Assurdo che le leggi siano così ‘avanti’, ma addirittura le aziende ‘hi-tech’ non ci stanno dietro.