Orrido olezzo emana dall'Italia

Troppo facile fare giochi di parole sulla vicenda Profumo, ma davvero è il caso di dire che qui qualcosa puzza. E si sente fino a qui!  Ma come, Profumo ha tirat su una delle più importanti banche del mondo, un colosso che può aiutare tutta la grande industria italiana rimasta ad internazionalizzarsi e che mi fanno sti mutandari leghisti? Me lo trombano? e per cosa, poi? La scusa dei libici pare solo una scusa, è evidente.

Secondo Giavazzi siamo alle solite: i politici vogliono tenere le mani in tutta la pasta, e la spiegazione mi suona come reale (e terribile –il commento del sindaco di Verona è un pugno allo stomaco e questo post ha altri link interessanti). Ho raccolto i fatti leggendo la stampa estera (i ‘comunisti’ dell’Economist, Bloomberg e Reuters) che tanto di quella italiana non c’è di che fidarsi.

Infatti questa vicenda raccoglie e amplifica tutti i mali italiani: i partiti che vogliono controllare ogni aspetto della società e i giornali che perdono di vista i fatti e falliscono nel loro scopo di informare. Luca Sofri fa un po’ di dietrologia guardando all’andamento delle azioni Unicredit influenzato dai titoli del Corriere, che ha dato in anticipo notizie non confermate. Sarà pure che soci RCS sono anche soci del Corriere, e qualcuno avrà messo pure qualche milioncino da parte. Ma non mi pare sia questo il ‘vero’ caso Unicredit.

La sostanza mi pare sia invece la possibilità che un sindaco di un paesello italiano sia in grado di tirare giù il CEO della più grande banca europea. Se così fosse, che futuro volete che abbia il Paese se un politichello di bassa lega può raggiungere un obiettivo del genere? Ma pensiamo veramente che il distretto delle mutande/calze/sedie del veronese sia un patrimonio di così alto valore da meritare questo sacrificio?