Archive for the 'politica' Category

May 07 2008

My income online: it’s bad management

Published by Stef under business, politica

I’ve read many comments about the publication of income tax reports by Italian government, the last act of past government. I don’t know if giving my income statement to my neighbors (and to the rest of the world) is good or bad. What really made me angry was the justification by former minister, Visco. He said “it’s a matter of transparency”. Right, this country needs transparency but why is it always the citizens that have to be transparent while the government can be opaque? Where are the 10 millions? How come nobody can know why italia.it costed so much? Or, saying it with the WSJ: why does the state need to consume 48% of the country’s GDP?

Italians are not used to be transparent, the national culture is of suspect and jealousy. If you want to change that you need to educate and, most importantly, give examples. You can’t imagine that simply passing a law and pushing it down the citizens’ throat will do anything but make everybody angry. That’s bad management, awful, more than an issue of privacy. Cultural changes need strong leadership, a clear path to follow and examples. Do you still wonder why past government lasted only 2 years and its parties were wiped out of the Parliament at last elections?

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Apr 07 2008

Iniziativa di Assoli: vota per il software libero!

Published by Stef under it, politica

Non ho mai seguito così poco come quest’anno le diatribe politiche italiche. Paradossalmente ne so più dei programmi di Obama, Clinton e McCain che di Veltroni, Berlusconi e compagnia cantante.

Segnalo comunque l’iniziativa dell’Associazione Software Libero per contare quanti elettori considerano favorevolmente l’impegno per il software libero nel momento di scegliere dove mettere la croce sulla scheda elettorale.

vota per il software libero! (banner)

voglio aderire all’iniziativa - vota per il software libero!

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Mar 12 2008

Il Comune di Milano regala Microsoft

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Come funziona sta cosa? Il Comune di Milano “regala” a tutti i suoi cittadini residenti i prodotti non interoperabili di un monopolista?

Il servizio è sperimentale, gratuito e ti permetterà di utilizzare tutti i servizi di Windows Live tra cui: account di posta, messaggistica istantanea, avvisi, calendario ed eventi, spazio di condivisione e collaborazione…

Mi pare strano che  il Comune demandi il trattamento dei dati personali a Microsoft, mentre il servizio è offerto dal Comune (almeno così pare). Per l’iscrizione vengono chiesti dati importanti, oltre a nome e cognome anche codice fiscale e numero della carta di identità. E non è affatto chiaro chi custodirà i dati personali come gli scambi di email, IM ecc.  A queste condizioni non faccio neanche la prova per vedere.

Incomprensibile: perché il Comune si fa veicolo di pubblicità per Microsoft senza avere niente in cambio?  Si sono resi conto gli alti dirigenti del Comune che la maggior parte di quei servizi sono già offerti da Microsoft (e da Yahoo e Google e Tiscali ecc ecc)  gratuitamente?  Che valore sperano di offrire così ai cittadini?

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Jan 09 2008

Egregio Sig. Ministro Nicolais, dove sono i €10 milioni?

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Dove sono finiti i fondi per il Software Libero?Ricercando trasparenza Roberto Galoppini e Flavia Marzano hanno coordinato un nutrito gruppo di cittadini interessati al Software Libero per inviare una lettera aperta al Ministro Nicolais e alla sottosegretaria Magnolfi chiedendo trasparenza (come suggeriva anche Stefano Canepa).

[...]le chiederemmo di farci sapere come siano stati spesi i primi 10 milioni di euro previsti per il 2007.

Il resto della lettera con l’elenco dei primi firmatari è su Punto-Informatico. Come cittadini abbiamo il dovere di controllare democraticamente l’operato dei politici a seguito di annunci. Chiedi anche tu Dove sono finiti i €10 milioni? sul tuo blog, copia il codice html qui sotto.

<a href="http://maffulli.net/2007/12/21/dove-sono-finiti-i-fondi-per-il-software-libero/">
<img src="http://maffulli.net/wp-content/uploads/dovesonofiniti.png"
alt="Dove sono finiti i fondi per il Software Libero?" border="0" /></a>

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Nov 27 2007

Calabria: gli ultimi sono ultimi

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La campagna della Regione CalabriaLa Regione Calabria ha prodotto 6 manifesti con foto di giovani calabresi cui si sovrappongono degli slogan vuoti, di cui fatico a cogliere il senso. Esempio: Terroni? Sì siamo calabresi. Oppure I peggiori? Sì, siamo calabresi. E altri versi simili visibili qui. Proprio non capisco. Qual’è il messaggio? Cosa ci si aspetta che percepisca il pubblico da quelle domande? Io non ho visto nessun messaggio costruttivo o positivo, per cui ho cercato un po’.  Pare che aldilà di generare polemica non ci sia null’altro. Siamo di fronte ad uno splendido esempio di sperpero di denaro pubblico. L’agenzia di Oliviero Toscani avrà la sua bella dose di pubblicità, ma ai calabresi cosa resta? Un’immagine di sfigati.

Quello che davvero mi fa davvero infuriare come meridionale (per fortuna non sono calabrese: sarei molto più offeso e amareggiato) è lo slogan scritto sopra il logo della Regione: gli ultimi saranno i primi. Ma vogliamo finirla? Gli ultimi sono ultimi e tali resteranno finché non si daranno da fare. Quei cartelloni sembrano dire: siamo sporchi, malavitosi, incivili, ultimi in tutto, ma non ce ne freghiamo perché nostro sarà il regno dei cieli. La Regione Calabria genera polemica mescolando un po’ di buonismo, del cristianismo e, giacché c’erano un tocco di comunismo e semplice populismo.  Perdonate il fantozzismo, ma mi pare proprio una cagata pazzesca.

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Nov 16 2007

È tempo di cioccolata o dei cioccolatai?

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Negli ultimi giorni ho assistito ad alcuni episodi deprimenti. Google ha escluso agli italiani la possibilità di partecipare al concorso per lo sviluppo di applicazioni per Android, e questo di per sè non è piacevole. Ancora di più sono stati alcuni commenti che ho letto da parte di persone molto intelligenti e capaci i quali si concentrano sulla ‘protezione del consumatore’: le farraginose norme italiane in questo caso hanno fallito, creando un danno ai cittadini italiani, ma in generale sono utili perché i cittadini sono indifesi. A volte mi stupisco che così tante persone mettono a fuoco i dettagli ma trascurano la fonte del problema: in Italia gli italiani sono indifesi comunque perché la giustizia non esiste! Invece di sprecare tempo e risorse a scrivere leggi perfette e complete nei dettagli, a questo punto è meglio spingere per fare tabula rasa del sistema giudiziario e ricominciare daccapo. E poi, capolavoro, salta su l’avvocato che segnala l’eccezione! Bene, ma quell’eccezione per me è parte integrante del problema. Deprimente. Mi tiro su pensando all’alta qualità dei programmatori italiani, un motivo che convincerà Google a soprassedere e continuare a tenere l’Italia in considerazione.

A questo filone depressivo si aggiunge il modo in cui è stata approvata la nuova norma per le class action. Deprimente^2.

E per finire, vengo a sapere dal giornalista di Repubblica che il ministro Gentiloni all’evento con Chris Anderson ha detto una sola cosa, vagamente intelligente, mentre i blogger presenti evidentemente hanno visto un altro film dove Gentiloni ha parlato tanto ma facendo una figura diversa… D’altronde il suo ministero è anche il ministero che non ha mai risposto alle lettere e fax con richieste di spiegazioni riguardo la privatizzazione dei CAP italiani. Deprimente^3.

È una brutta barzelletta e stavolta non c’è nemmeno la scusa che è colpa di Berlusconi. È tutto da rifare, bisogna andare giù di ascia, non di sgorbie… altro che concertazione o cercare l’equilibrio. Meglio la cioccolata che i cioccolatai.

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Nov 11 2007

non gli architetti sconfitti ma i politici

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Rutelli se la prende con i geometri parlando al convegno del FAI, sollecitando la solita guerra tra pezzenti: architetti contro geometri. Ai miei colleghi architetti consiglio di non abboccare: sappiamo bene che le colpe principali dello scempio culturale italico derivano dai politici e dalla mala-politica. Rutelli smetta di cercare colpe altrove e inizi a guardare nel suo orto.

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Oct 03 2007

Internet è meglio senza governo

Published by Stef under business, politica

Non ci manca proprio un altro comitato, un nuovo ente, una nuova authority. Internet non ha bisogno né di un governo né di una costituzione. Andrea Monti la chiama normomania e sono d’accordo. Facciamoci bastare le leggi e le norme che ci sono ora, nazionali e sovranazionali, perché alla fin fine Internet non è diversa da un telefono, dalla televisione, da piazze e strade.

C’è rischio monopoli? Si attivino i garanti antitrust, altrimenti che li paghiamo a fare. Bottoni sembra sostenere che solo un democratico governo eletto di Internet può impedire la censura in Cina o in Myanmar. Invece proprio questo è il motivo che mi convince del contrario: un governo della Rete è uno SPOF, un unico punto di debolezza da corrompere e manipolare. Bottoni sembra dimenticare che oltre al voto il cittadino ha altri poteri, tra cui quello di non comprare. Non ti piaccioni i DRM? Non comprare iPod, non comprare da iTunes. Temi il TPM? Non comprare Bluray né HD-DVD né Playstation. E convinci i tuoi amici a fare altrettanto. Il provider filtra il traffico? Protesta e stacca la spina. Come si può sperare che un governo possa essere più efficace? L’esperienza italiana (ma anche quella europea non è da meno) mi insegna che è più efficace in tempi rapidi questo potere del voto. E il fattore tempo è cruciale.

Invece credo sia meglio sforzarsi di mantenere l’aspetto libertario ed anarchico di Internet il cui successo, ricordiamolo, deriva dalla sua natura distribuita.

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Sep 08 2007

Vaffanculo

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Populista? Magari. Certamente stufo.
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Jul 04 2007

Un po’ di sano populismo

Published by Stef under misc, politica

Evvai, ci sarò anche io.

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