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  • Stef 11:11 am on 29 June, 2012 Permalink | Reply
    Tags: fiat, giornalismo, , marchionne   

    Ha ragione Marchionne: il giornalista de Il Fatto ha fatto una domanda sciocca e superficiale (a voler pensare bene, perché a pensar male si direbbe una domanda pretestuosa fatta per creare polemica). Lo sanno tutti che i lavoratori cinesi hanno stipendi molto più bassi di quelli europei, che senso ha quindi chiedere “quanto guadagna un operaio FIAT nella nuova fabbrica?” E questo sarebbe giornalismo, chiedere al CEO dell’azienda un’informazione che è facilmente reperibile in altro modo invece di usare l’occasione per chiedere cose che non sono disponibili? Io lettore so già che i lavoratori cinesi costano meno. Mi interessa sapere cosa pensa di fare FIAT in Cina, che vantaggi porta a me che leggo il giornale, cosa mi devo aspettare per l’Italia da questa nuova fabbrica, come sarà organizzata la fabbrica, quanta automazione ci sarà, che tipo di innovazione pensa di portare in Italia da lì.

    In cambio di un po’ di polemica l’inviato in Cina ha sprecato l’occasione per chiedere a Marchionne cose che solo lui ci può dire.

    Comunque forse Marchionne avrebbe fatto meglio a rispondere che l’operaio cinese FIAT guadagna quanto gli altri operai cinesi. E sarebbe morta lì. Ora vado a leggere i commenti sul Wall Street Journal, dove i giornalisti sanno fare le domande.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/29/fiat-sbarca-in-cina-quanto-guadagna-un-operaio-li-marchionne-non-lo-so/279227/

     
  • Stef 7:01 pm on 20 March, 2010 Permalink | Reply
    Tags: cazzate, giornalismo, , mappe, matematica,   

    La matematica non è un’opinione: non sono un milione 

    Neanche se ammettiamo che possano stare stipate 4 persone per metro quadro si può immaginare che ci siano 1 milione di persone in piazza.

    piazza s. giovanni 120x120m (stima per eccesso)

    Pur ammettendo che la piazza sia lunga 120m e larga altrettanto (ho fatto la stima in fretta con Google Maps e GIMP) sarebbe 14400 metri quadri. Pur ammettendo che ci stiano 4 persone stipate per metro quadro, l’occupazione massima di piazza S. Giovanni, guardando pure le foto della manifestazione sarebbe 57.600 persone. Vogliamo raddoppiarle per essere buoni? Tripliciamole pure, giacchè ci siamo. Ma un milione?

    Un milione di cazzate non contraddette dal Corriere

    Questo titolo del Corriere è ignobile! Non si può titolare con la dichiarazione visibilmente falsa di un politico. Ovvio che vada citata, ma col contraddittorio, altrimenti passa per verità Dove sta la responsabilità civica dei giornalisti? Amici giornalisti che ne dite?

    UPDATE: un amico (anonimo nerd) mi fa notare che:

    in una manifestazione c’e’ gente che va e che viene e uno scambio di 20 piazze piene da 50000 persone fa un milione. È altamente improbabile e poco credibile, ma cio’ non toglie che l’argomentazione della dimensione della piazza e’ matematicamente insufficiente per contraddire quella cifra

    Mi fa ricordare di quelle barzellette tra fisici, ingegneri e matematici.

    Update 2: la piazza e le misure più precise confermano che siamo troppo lontani dal milione per fare titoli così. Giornalisti: dove siete?!?!

     
    • ermanno 7:35 pm on 20 March, 2010 Permalink | Reply

      non ricordo do l’ho trovato,//
      2. Passiamo alla seconda piazza di Roma per ampiezza, ovvero piazza San Giovanni che ha una superficie di 39.100mq e una capienza totale di circa 156mila persone. Dal dicembre 2006, questa famosa piazza già sede dei concerti del 1°maggio è diventata luogo di manifestazioni del centrodestra. Nella prima occasione, la Casa delle Libertà organizzò una grande manifestazione contro il Governo Prodi (come giusto che sia: l’opposizione manifesta contro il governo) e anche se la piazza non fu riempita in tutti i suoi 156mila “posti” Silvio Berlusconi affermò solennemente che erano presenti ad ascoltarlo ben 1milione di persone. Oltre 50 persone per metro quadro! Il solito “sborone”… E’ bene tenere a mente questo dato perché giungeranno a Roma da tutta Italia sabato 20 marzo migliaia di sostenitori del Cavaliere per una manifestazione che sembra essere rivolta contro i giudici che impongono di rispettare la legge ed è assicurato che stavolta i numeri sbandierati potranno essere ancora più roboanti. Per essere sicuri di riempire il più possibile la piazza, intanto, è stato predisposto un palco da far invidia agli U2 di 400mq (ovvero 1600 persone in meno rispetto alle 156mila della piazza nuda).

    • marcoboh 7:55 pm on 20 March, 2010 Permalink | Reply

      la piazza che hai misurato tu non è quella: si trattava in realtà (come sempre) di piazza di PORTA san giovanni. tanto per confrontare, le misure le trovi qui:
      http://marcobohblog.blogspot.com/2010/03/nel-giardino-dellamore-2.html
      in ogni caso, siamo mooooooolto lontani dal milione (di cazzate…) :-)

    • Stef 8:06 pm on 20 March, 2010 Permalink | Reply

      grazie marcoboh! Per fortuna ci sono altri più precisi di me :) Resta valido il punto: i giornalisti sono degli irresponsabili

  • Stef 3:25 pm on 26 February, 2010 Permalink | Reply
    Tags: , , giornalismo,   

    La sottile voglia di regime che attanaglia l’Italia 

    Leggendo i vari commenti degli editorialisti italiani sulla sentenza contro Google colgo solo una gran voglia di regime. Non ho letto da nessuna parte che i ragazzini che hanno pubblicato i video ignobili sono già stati puniti e chissà se hanno imparato la lezione (suggerimento per un servizio da fare). Però tutti i difensori della sentenza invece si accaniscono a chiedere regole! Internet non può essere un far west. Bisogna prendersi la responsabilità di ciò che si dice. Ma si dimenticano che ce ne sono già abbastanza di regole in questo paese e non passa giorno senza una nuova proposta di legge?

    Non ho più pazienza per provare a spiegare perché questa sentenza è indifendibile (e comunque lo stanno facendo tanti e molto bene). Ai vogliosi di regime mi vien voglia di rispondere con le incomprensibili parole dell’immortale Pasquale Ametrano:

     
  • Stef 12:08 pm on 28 January, 2010 Permalink | Reply
    Tags: , , giornalismo, , monopolio, , , , rcs   

    Il Corriere della Sera attacca ancora Google 

    Torna Mucchetti, il giornalista castiga-google del Corriere della Sera, che mischia notizie con un articolo che parte dalla relazione del AGCom per tornare a chiedere  di castigare Google. Il problema sarebbe che Google fattura per pubblicità più delle concessionarie degli editori più forti ma questa quota di raccolta pubblicitaria non sarebbe inclusa nel calcolo della vituperata legge Gasparri.

    Questo passaggio è interessante:

    La filiale italiana, Google Italy, dichiara ricavi inferiori ai 20 milioni per lo più derivanti da servizi resi a Google Ireland [...]

    Strano questo accanimento: Microsoft fa la stessa cosa da sempre, ma siccome è tra i maggiori clienti per pubblicità su RCS, non è mai stata attaccata. Google invece appare come un concorrente, quindi Mucchetti gli dà addosso. I fatti però non sono altrettanto chiari:

    La Guardia di Finanza di Milano aveva ipotizzato l’evasione fiscale partendo da indagini secondo le quali Google Italy rappresenterebbe una stabile organizzazione della multinazionale in Italia e non solo un punto di appoggio. Il pm Carlo Nocerino non ha condiviso l’impostazione, e ha chiesto l’archiviazione.

    La parte che mi dà fastidio è alla fine dell’editoriale:

    Sul terreno della fiscalità e della regolazione globale si profila il conflitto con l’America di Barack Obama. La Casa Bianca è schierata senza se e senza ma a difesa degli interessi dei colossi dell’online. Tra i primi atti di Obama c’è la sostituzione del presidente della Fcc, l’Agcom americana, con Julius Genachowski, un partigiano della net neutrality, ostile a qualsiasi discriminazione nella veicolazione dei contenuti sulla banda larga da parte delle compagnie di telecomunicazioni che pure vi dovrebbero investire montagne di denaro.

    A me pare che dica: il modello di business di RCS è messo in difficoltà dalla libertà della rete, per cui è meglio pensare di introdurre pali e paletti vari affinché si possa continuare a tenere in piedi questo antico dinosauro alla faccia dell’innovazione e della natura libera di Internet. Obama, tieni duro.

    Google, il grande editore che non c’è – Corriere della Sera.

     
    • Carlo Piana 12:34 pm on 28 January, 2010 Permalink | Reply

      Grande Stefano. Nessuno qui ama particolarmente Google per quello che è o fa, però gli attacchi pelosi non vanno bene, e se la prendessero un po’ con Apple (DRM, tutto chiuso e proprietario) e Microsoft (devo aggiungere qualcosa?).

      RCS non è l’unica. Purtroppo non ricordo quale radio, ma in un notiziario si commentava la “prima” class action in Italia, quella di Adusbef contro Banca Intesa e Unicredit. Lasciamo stare che è una notizia bufala, perché in realtà le class action non sono ancora tecnicamente possibili, la cosa incredibile è un’altra. La notizia diceva “anche un’altra azione è stata presentata negli stessi giorni da un’altra associazone di consumatori [ADUC, ndr] contro una software house”.

      Al che mi si sono drizzate le orecchie. “Una software house”? Se è così si deve trattare di un nome sconosciuto, ma allora come fa la cosa a interessare addirittura una class action? Ovviamente si trattava di una di quelle menzionate qui sopra (indizio: non era Google e non ha rilasciato un tablet ieri).

  • Stef 11:03 am on 19 December, 2007 Permalink | Reply
    Tags: giornalismo, , pil, , spagna   

    Spagna e Italia: lotta a metà  classifica 

    Un post di Alfonso mi ha ricordato perché non compro e non leggo Repubblica.’  Nell’articolo Ricchezza pro-capite la Spagna sorpassa l’Italia leggo:

    accelerazione della Spagna nella classifica del Pil pro-capite [...] che scavalca così l’Italia che pure rimane sopra la media della Ue.

    In un primo momento non capivo cosa volesse dire ‘rimane sopra la media UE’?’  Il PIL italiano è sopra la media UE? Ma quale UE? L’area Euro? L’UE a 15 o quella a 27?’  Fa molta differenza: la media che include paesi come Polonia e Romania è una cosa, altro è confrontarsi tra pari.’  Allora che senso ha quella frase e perché è messa lì? Mi è sembrata un’aggiunta dal capo redattore solo per equilibrare artificiosamente una notizia negativa, magari per compiacere gli amici al governo.’  Il pezzo del Corriere mi è parso più elegante, anche nello schivare il colpo, buttandola sullo sberleffo Zapatero-Prodi (“te l’avevo detto” “ahaha, vedrai l’anno prossimo vinciamo noi”).

    Stranamente non ho trovato menzione della notizia nè su Libero nè su Il Giornale. Che ne pensate? Fosse stato Berlusconi al governo, come sarebbero stati i titoli?

     
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