Solaris10 e CDDL

Ho partecipato ad un seminario introduttivo a Solaris 10, il sistema operativo che Sun Microsystems sta finalmente rilasciando con una licenza FLOSS con il nome di OpenSolaris. Ero curioso di avere una panoramica delle funzionalità  e confrontarle con GNU/Linux, ma principalmente volevo capire quale differenza ci fosse tra Solaris10 e OpenSolaris. La prima curiosità  è stata soddisfatta abbondantemente, la seconda non è stata neanche affrontata. E dire che l’invito del seminario prevedeva una sessione sulla licenza CDDL. Peccato, credo che nei dipendenti Sun ancora non si sia diffuso il senso di valore del software libero.

Tecnicamente Solaris 10 non mi ha stupito, a parte l’ormai famoso dtrace: davvero interessante e sarebbe bello poterlo avere anche in Linux. Purtroppo però bisognerebbe riscrivere i componenti del lato kernel di dtrace perché la GNU GPL (licenza di Linux) è incompatibile con la CDDL del kernel di OpenSolaris.

Altro componente interessante, ma che non mi convince, è il nuovo sistema di gestione dei servizi e dei runlevel, smf: troppo prono ad errori, basato su file xml e un db binario che può essere soggetto a corruzioni (come il registry di Windows). Non mi sembra un percorso da imitare. Piuttosto mi pare più interessante l’approccio di Mac OS X di rimpiazzare completamente init e sostituirlo con launchd.

Le ‘zone’ di OpenSolaris invece non mi sembrano altro che le virtualizzazioni di Linux come UML o XEN: niente di nuovo da questo lato.

Qualcuno ha provato OpenSolaris? Che impressione ha fatto? E la differenza precisa con Solaris 10 qualcuno sa qual’è?

Sul Corriere parlo di Microsoft

Oggi sul Corriere della Sera (supplemento Eventi) c’è un paginone dedicato ai 50 anni di Bill Gates, con due interviste a commento dei successi Microsoft: una a “favore” (del prof. Fuggetta) e l’altra “critica” con i miei commenti.

Ero curioso di vedere cosa avesse da dire il prof. Fuggetta e in effetti sono d’accordo con lui: il software è la componente più importante del nostro presente digitale. Però non riconosco a Microsoft tutti i meriti che elenca. Piuttosto riconosco i demeriti dei concorrenti, incapaci di spingere le proprie soluzioni e di aiutare i propri clienti con supporto e marketing adeguato.

Cosa ne pensate del rapporto tra Microsoft e innovazione?

Aggiornamento: Parlando di imitazione, Microsoft ha imitato le licenze GNU GPL e LGPL pubblicandone due molto simili (la Ms-PL e la Ms-CL). Forse è il primo passo per avere il software libero in ogni computer? 🙂

I primi GNU/Solaris

Il kernel del sistema OpenSolaris, rilasciato solo pochi mesi fa da Sun con una licenza libera, inizia ad essere messo accanto al sistema operativo GNU (a ulteriore conferma che usare ‘Linux’ senza GNU davanti è impreciso). Qui si può leggere l’annuncio della seconda distro live basata su OpenSolaris, dopo Schillix.

Lunedì prossimo andrò a seguire un seminario su OpenSolaris (aka Solaris 10) presso Sun: sono curioso di saperne di più … e poi, ho iniziato a manovrare Unix con una vecchia Sparc 🙂

Nessuna pietà 

Doveva capitare anche a me, prima o poi. Sabato 8 Ottobre arrivo a Malpensa spendendo la non modica cifra di 11 Euro per il Malpensa Express, 45 minuti di percorrenza a velocità  normale, non un treno veloce come il treno di Heathrow. Vado a ritirare il biglietto per Budapest che l’organizzazione di Internet Hungary 2005 mi ha messo a disposizione per poter parlare di software libero a questo bell’evento.

Guardo il tabellone delle partenze e vedo l’orrenda scritta accanto al volo: annullato. Ah. Perché? Uno sciopero degli assistenti di volo Alitalia. Bella roba, io volo Malev (la compagnia di bandiera ungherese) ma si tratta di uno di quei voli co-gestiti. Niente da fare, restiamo a terra fino al volo successivo alle 21.30. Figuraccia internazionale e devo spendere un po’ di miei soldi per avvisare chi mi stava aspettando a Budapest per cena.

Il bello è che avrei pure potuto solidalizzare con i ‘lavoratori’ Alitalia, ma sono talmente ignobili da non aver nemmeno provveduto a distribuire volantini sindacali con le loro recriminazioni.

Dopo 9 ore passate in aeroporto (avete presente quanto è bello Malpensa?) ho chiesto ad uno steward di darmi lumi, di spiegarmi perché ho sacrificato 9 ore della mia vita e una cena a Budapest. Il povero cristo non ha saputo aiutarmi: trattasi di un precario, assunto a progetto 10 mesi l’anno e senza diritto di sciopero. E i suoi colleghi non avevano voglia di parlare …

Fantastico, penso con mia moglie: hanno scioperato quelli che il lavoro già  ce l’hanno e non si rendono conto che prendono ostaggio degli innocenti (chi viaggia) lasciando in peggiori condizioni questi precari. Mah. Se lasciassero fallire Alitalia non verserei una lacrima.

Gestire la transizione al software libero

Lo sviluppo di software libero (FLOSS o Open Source che dir si voglia) continua da 20 anni. L’importanza economica dei programmi rilasciati con queste licenze è molto aumentata nell’ultimo decennio. Durante gli incontri con le aziende a vari seminari e conferenze, nazionali e internazionali, i dubbi e le domande che mi vengono poste sono sempre molto simili. Si nota un forte distacco culturale tra chi dirige un’azienda, piccola o grande che sia, e chi si sente più parte della comunità  del software libero. In realtà  questo distacco non credo che esista, ma che si tratti solo di incomprensione.

Con Coresis abbiamo per questo pensato di offrire un seminario sulla gestione di un progetto Open Source. Una giornata di incontro con professionisti e aziende per togliere qualche dubbio su quali sono i modi migliori per un free software business sostenibile e remunerativo.

Innovazione nel FLOSS

Un tema sempre molto dibattuto è: quanta innovazione è possibile nel mondo del FLOSS? Ho dato una prima lettura a questo articolo di Krzysztof Klincewicz, della School of Innovation Management, Tokyo Institute of Technology.

L’autore analizza criticamente il potenziale innovativo di 500 tra i progetti FLOSS più attivi. L’analisi distingue tra invenzioni radicali, modifiche alla tecnologia/adattamenti e innovazioni nel marketing o nei modelli di business. Di 500 progetti analizzati, 5 rientrano tra le innovazioni drastiche:

  • SourceForge.net, il software stesso (non il portale)
  • The Freenet Project
  • Winfingerprint
  • Virtual Linux
  • OpenCyc (Knowledge base and commonsense reasoning engine)

Ho dato una lettura veloce, ma credo che lo rileggerò con maggiore attenzione. Nel frattempo lo segnalo per chi vuole approfondire:

http://opensource.mit.edu/papers/klincewicz.pdf