Einstein says: join the Fellowship of FSFE

I couldn’t help it, but I had to use this for the Fellowship.  Here is the result, in the new Fun section. Use the Fun section of this web site for your own pictures, drawings and fun things you all do related to the Fellowship. It is writeable to all Fellows, so help yourself: hosting a Fellow party? Publish the pictures there. How about Carnival? Somebody dares wearing a Plussy costume?

100milioni per colpa di giornalisti irresponsabili

Non riesco a credere che il governo ha stanziato 100milioni di Euro per coprire le perdite degli allevatori di polli. È incredibile! La colpa della diminuzione delle vendite di pollo è dei giornalisti, evidentemente. Possibile che vengano date tante notizie su un virus che in 3 anni ha ucciso una decina di persone in tutto il mondo? E tutti mi pare fossero allevatori di uccelli, se non sbaglio. Gli avicoltori dovrebbero spendere quei soldi per portare in tribunale tutta la categoria dei giornalisti, che falliscono regolarmente nel dare un’informazione chiara e completa. Dovrebbero essere così coscienziosi da riportare ogni notizia sull’aviaria sapendo che provocano un danno spargendo il panico.

E il Sacro Ordine che fa? Guarda e non favella, evidentemente. Ma che paese è questo? L’informazione sbaglia a comunicare, gli avicoltori subiscono un danno da questo… il Governo paga.

Io non capisco: se all’inizio dell’inverno erano i produttori di vaccini a guadagnarci, ora in questa seconda fase, chi potrebbe essere il manovratore occulto? Oppure dobbiamo rassegnarci che la maggior parte dei giornalisti sono irresponsabili?

DRM or CRAP?

Well, this is a very nice debate: David Berlind (of zdnet) and RMS (of FSF) are engaged in a nice conversation on how to rename DRM.  The unanimous choice is the new acronym C.R.A.P., while the debate between the two is the meaning of the letters.

Read the article and give your thoughts:

  •  Content Restriction Annulment and Protection

or

  • Cancellation Restriction and Punishment

?  Let them know 🙂
 

Anteprima “Elogio della pirateria”

Sono andato a vedere la presentazione del libroElogio della pirateria al Cantiere. Ho sempre pensato che la parola ‘pirateria’ riferita allo scambio di musica, software e film condotta in violazione del diritto d’autore fosse un termine da orribile e da evitare. Lo penso tuttora, ma ascoltando Gubitosa e leggendo il libro mi è venuto in mente che da piccolo facevo il tifo per Sandokan, e al perfido Brooke speravo che le tigri della Malesia cavassero gli occhi.

Il libro è godibile, una bella lettura, scaricabile da emule

Potenzialità  della Fellowship

Viaggiando e incontrando membri della comunità  nella FSFE abbiamo sempre ricevuto richieste per supportare, aiutare, contribuire a progetti, eventi, discussioni.  Le risorse di FSFE però sono sempre state limitate e la crescita del team di FSFE è regolata dagli accordi internazionali con la FSF.  FSFE ha un ruolo ‘istituzionale’ e responsabilità  che non le permettono di rispondere a queste legittime aspettative.

Per questo da quasi un anno la FSFE ha attivato il programma ‘Fellowship di FSFE’.  Nel nuovo portale si legge che

«La Fellowship della the Free Software Foundation Europe 
è una comunità  di persone unite dal loro interesse nel
Software Libero e nelle libertà  in tutti gli aspetti
dell'era digitale.»

L’adesione alla Fellowship è molto vicina alle previsioni del primo anno di attività  con circa 600 soci (un centinaio dall’Italia), ma probabilmente dobbiamo spiegare ancora meglio il potenziale dell’iniziativa.

La Fellowship è il modo migliore per attivarsi politicamente e socialmente sotto l’egida di FSFE.  Da un lato i contributi volontari per l’iscrizione alla Fellowship consentono a FSFE di impiegare Ciaran O’Riordan a Bruxelles (l’eroe che ha dormito 5 giorni all’Europarlamento prima del voto di Luglio sui swpat) e Joachim Jakobs (l’addetto stampa di FSFE). 

Ma il motivo principale dell’esistenza della Fellowship sono i Fellow, le centinaia di volontari che in Europa vogliono contribuire andando oltre le attività  classiche.

I Fellow in molti paesi iniziano ad incontrarsi di persona, a Vienna, Berlino e Milano.  Alcuni Fellow milanesi hanno portato la loro opinione di membri della comunità  del Software Libero alla conferenza stampa indetta a Milano dal gruppo dei Verdi dopo la catastrofe del virus’kamasutra’ al Comune di Milano.

Il portale, lo strumento principale per avviare la collaborazione tra Fellow, ha avuto dei problemi imprevisti dopo il lancio, ma ora sonostati superati.  Abbiamo ricevuto un contributo significativo e ora siamo stabilmente in piedi, aggiungendo funzioni e sistemando bug quasi ogni giorno.

Ogni Fellow che ha progetti attivi, idee da realizzare dovrebbe usare la Fellowship come strumento per la promozione e l’aggregazione di risorse.  I Fellow sono tutti motivati sostenitori del Software Libero.  La Fellowship è una risorsa della comunità , da usare e anche da costruire.  Fatevi avanti con suggerimenti, commenti e proposte.

Defining Free Software Business

A very interesting and always ongoing debate is trying to identify a clear definition of what is a ‘Free Software Business’.’  While we have a very clear definition of what is ‘free software’ (or the other-not-so-good-term open source) we seem not to have the same precision on business practices.’  For me the question revolves around a concept that some companies have recently started to care about: ethics.’  Free Software is about ethics first and technical excellence then.’  Therefore I think FSB should be about ethics first and business model secondarily.

Matt Asay in an article on InfoWorld says:

I’d define an open source company as one that has distribution, modification, and evolution of (open access) source code core to its business model and to its financial success.

And Simon Phipps answers on his blog:

I would define an open source business as a company that’s business model fundamentally depends on open source software and is positively engaged in the “virtuous cycle” of the community from which that software is derived.

I think that both have good points in their reasoning (read the ir short articles as they are worth the time).’  But I think they both miss the point.

My definition of a Free Software Business would more be along the lines of:

A company that daily accepts its social responsibility towards reaching freedom in the digital age, respecting the ideals contained in the GNU Manifesto.

I am not sure this is the best definition possible, but I am more inclined to define the basic principles of ‘what is the mission of the company’ more than searching ‘how the company deals with software’.

But then the question that needs an answer is: What company would fall into the FSB category if we start from ethics?