Fellows get-together

During a jabber session with Fellow Stephan Peijnik, awhile back he brought up the idea of a multinational Fellows conference, which we FSFEers think is a great idea. (You can read his thoughts about it on his blog).

Following Stephan’s idea, we’re announcing the first (of what we hope will be many) international get-together for Fellows.

We will have the opportunity to use as we see fit meeting space in Bolzano at the South Tyrol Free Software Conference 2006 (SFSCon) on Saturday, November 11.  There will be space for workshops, conferences and plain fun.

We are looking forward to hearing your proposals for Fellow time on the new mailing list and on the Fellowship jabber channel.

Keep in mind you are welcome to participate in the whole SFSCon2006, too (special lodging/meal packages are being arranged).

Torvalds e GPLv3

Linus Torvalds ha una visibilità  davvero elevata ed è interessante notare come le sue uscite sia sempre seguite con attenzione dalla stampa varia. Stavolta però le lamentele di Linus sulla nuova bozza di GPLv3 sembrano essere ingiustificate e la sua pare una reazione ideologica, più che razionale.

Torvalds fa l’esempio di un produttore di hardware che vuole convalidare una sola particolare versione di software per il suo apparato e sostiene che ciò non sia possibile con GPLv3. Linus (che nel commentare su groklaw ha esibito un linguaggio da scaricatore di porto) si sbaglia, e l’ha confermato anche Moglen: un venditore di hardware può vendere la sua macchina, con il software coperto da GPLv3 e rendere tale software non modificabile. Si fa già  da tempo per esempio con il software libero nelle macchine mediche, ma tramite contratti ad hoc e opportune garanzie vendute indipedentemente dalla licenza GNU GPL. Ovvero, i diritti di uso, studio, modifica e distribuzione vengono concessi anche agli utenti del software embedded nelle macchine delicate, ma se poi l’utente volesse esercitare il diritto di modifica lo farebbe a suo rischio e pericolo. L’importante è che questo diritto di modifica del software sia comunque concesso, sta alla saggezza dell’utente esercitarlo o no. Un po’ come quei cartelli nelle cristallerie: se lo rompi, lo paghi e ti tieni tutti i pezzi. E mi pare giusto, per i cristalli e per il software libero.

Con GPLv3 la FSF si sta ribadendo la sua coerenza, non sbandierando un manganello. Il software del progetto GNU e quello generalmente distribuito con la GNU GPL è software che garantisce all’utente 4 diritti. Non ci si può aspettare che FSF rimanga in silenzio mentre uno di questi diritti (il diritto di modifica, ovvero il diritto dell’utente del computer di avere totale controllo sull’elaboratore) venga disabilitato da porcherie tecnico-legali come TP e EUCD.

Il progetto GNU non è una guerra santa, ma un tentativo pragmatico di risolvere problemi. Quindi suggerirei a tutti di provare a concentrarci sui rischi che Treacherous Computing e DRM pongono alla società . Se qualcuno ha altri suggerimenti su come risolvere il problema della tecnocrazia incombente si faccia avanti e lo dica. FSF purtroppo ha solo un piccolo potere: il software GNU e la licenza GPL, e lo sta usando. Gli altri che stanno facendo? Magari si potrebbero pure unire le forze.

A poem for the ‘pragmatists’

I saw this comment of Rui Miguel Sebra and I think it is good to spread 🙂 

First they took our freedom in Tivos, and I did not speak out
because I would not buy a Tivo;
Then they took our freedom in XBox, and I did not speak out
because I was not a gamer;
Then they came for the MacIntels, and I did not speak out
because I was not a Apple Fanboy;
Then they came for the Appliances, and I did not speak out
because they either work better or I use "Open Source";

Then they came for the PCs
and there was no one left to speak out for "Linux" users.

First published in a slashdot comment.  For the curious, I suggest also that you read the wikipedia entry about the original poem.

Esiste compatibilità  tra “Open source” e DRM?

Resto convinto fino a prova contraria che “DRM implementato con Software Libero” (o Open Source, che dir si voglia) è una frase senza senso perché illustra una condizione impossibile da realizzare.

Però non voglio smettere di cercare questa prova contraria. Qualcuno vuole aiutarmi a trovare le specifiche degli standard per DRM elencati nel comunicato stampa qui sotto? Magari anche qualche use case o diagramma di flusso sarebbe interessante.

Open source DRM software project achieves major release