Intercettazioni? boh, anche per me

Leggo sul blog di Quintarelli che anche lui ne sa poco sulla vicenda intercettazioni. Ho fatto molta fatica a leggere i giornali in questo periodo: troppo polverone, coperto dalle dichiarazioni dei politici, ansiosi di una prima fila sempre e comunque. Non ne posso più.

Però da quando lessi il rapporto della EC su Echelon mi sono chiesto quanto ci si preoccupi in azienda di usare email cifrate anche nelle comunicazioni normali tra dipendenti e con i clienti. Finora al di fuori dei circoli informatici ho conosciuto solo uno studio di avvocati (Tamos Piana e Partners di Milano) che consigliano di usare email cifrate ai loro clienti. Speriamo che saranno in molti a Bolzano al workshop su GPG di Werner Koch.

Che succede nelle aziende? GNU Privacy Guard o Pretty Good Privacy non sono strumenti immediati da usare, ma comunque non è fisica quantistica. Che altri intoppi ci sono?

D-Link condannata: e sarebbe una magra vittoria?

Da Punto Informatico mi aspetto di meglio. L’articolo di oggi riguardo D-Link e la GNU GPL merita delle correzioni e dei chiarimenti.

Prima di tutto, Harald Welte e il suo avvocato non hanno mai chiesto un risarcimento di danni, non perché è difficile calcolarlo ma specialmente perché gpl-violations.org (in accordo con le FSF) intende educare, non punire chi sceglie di fare business con Software Libero.

Secondo errore, il giudice ha imposto a D-Link di “rimborsare gpl-violations.org per le spese legali, acquisto dei prodotti per i test e per i costi di analisi tecnica”. La cifra di 300 euro è una riduzione imposta dal giudice al conto delle spese legali presentato da Welte.

Infine, PI parla di ‘magra consolazione’: se vedere confermata la validità  della GNU GPL, licenza scritta da un informatico negli Stati Uniti, da un giudice in Germania, usando le stesse identiche parole con cui l’autore della GPLg e i suoi consiglieri la difendono sia ‘magra consolazione’ allora me ne auguro altre così magre 🙂

PI: D-Link condannata: ha violato la GPL

Milano regala Metroweb, S. Francisco pensa al wi-fi

Stamattina mi sono imbattuto su un documento del Institute for Local Self Reliance e Media Alliance intitolato “Sarebbe saggio investire risorse pubbliche per dotare San Francisco di un’infrastruttura informativa pubblica?” Da tempo la municipalità  di San Francisco sta valutando l’offerta di Google di dotare i residenti di accesso wi-fi su tutto il territorio comunale. L’articolo del ILSR con Media Alliance, pur con le dovute cautele del caso, conclude che una rete wi-fi pubblica e posseduta dall’ente pubblico ripagherebbe l’investimento in 4 anni con un ROI del 25%, genererebbe almeno 6milioni di dollari in ricavi durante i primi 5 anni e altri 17 milioni nei 5 anni successivi (rientrando dal debito di 10 milioni). Sembra che ci siano i numeri per un dibattito pubblico franco e aperto.

Mentre leggevo l’articolo su San Francisco però non potevo smettere di pensare alla vicenda milanese della vendita di Metroweb da parte di AEM. Metroweb possiede la rete in fibra ottica cittadina e sta per essere venduta a prezzo più basso di mercato a compratori ignoti (nascosti da scatole cinesi societarie con capofila in paradisi fiscali). Non sarà  il caso di capire quantomeno se chi vuole comprare Metroweb vorrà  investirci ancora e valorizzare questa risorsa mettendola a disposizione dei cittadini? E non sarà  il caso di farla pagare un giusto prezzo?

Reaching Bolzano from anywhere

Many Fellows are getting ready to participate to the Fellowship Meeting in Bolzano, nov. 11th but I noticed that many still don’t know how to reach Bolzano. Here are a few tips.

The closest airports are in Verona (Italy) and  Innsbruck (Austria, just across the border).  Following closest are Bergamo and Milano, where many cheap flights operate.

Bolzano has also a train station connected to all major Italian cities.  You can check the train’s schedules on many websites, like trenitalia (and others all around Europe).

More detailed info are also available on South Tyrol website

Reserve your place soon, the conference will be fun and interesting.

Car pooling to Bolzano

On the new list discussions (where Fellows are organizing the next Fellowship Meeting with FSFE Team), Fellow Bjoern compared prices to travel from Stuttgart to the Fellowship Meeting.  It seems that taking the car can be cheapers, so he is offering some place with his car.  I think it’s a good idea and hope that other people can do the same and share car rides to reach Bolzano.  Bjoern also found cheaper hotels.  Good job.

BTW, I would appreciate a ride from Milano 🙂 

Hacker in inglese. Ma in italiano?

Il posto di Davide Cerri stamattina mi ha fatto ricordare una mia fissa sulla traduzione del termine “Hacker” in italiano. Il termine inglese hacker ha radici in hack che vuol dire usare l’ascia, sgrossare, tagliare grossolanamente.

Secondo la visione romantica dell’informatica hacker è qualcuno che pensa fuori dal coro, che supera la saggezza comune e va oltre facendo qualcos’altro.

Combinando la radice dell’ascia con la visione dell’appassionato capace e visionario, vengono in mente i Maestri d’ascia, gli artigiani più importanti del cantiere navale. Le similitudini sono tante: la maestria e la passione nell’utilizzare gli strumenti disponibili per raggiungere nuove vette, la concorrenza per essere riconosciuto il migliore.

Credo però che il motivo principale per cui mi piace tradurre hacker in maestro d’ascia sia il fatto di aver conosciuto tanti ‘Maestri’ nella mia vita, a cominciare da mio padre Mast’Antonio e altri epici maestri con la pietra, la cazzuola e il legname con i quali ho passato estati memorabili impastando cemento e facendomi prendere in giro: ero un apprendista 🙂

Le tasse online e la Montblanc

Procede online il dibattito sui servizi telematici obbligatori per comunicare con l’Agenzia delle Entrate. Ne abbiamo parlato anche su GNUvox. Alcuni messaggi su Punto Informatico fanno chiaramente capire che non esiste alcun problema tecnico ad eseguire il programma gratuito distribuito dalla stessa Agenzia anche su GNU/Linux. Altri, governo incluso, suggeriscono di usare l’home banking, giustamente.

Non abbiamo mai avuto dubbi sulla fattibilità  tecnica o sulla possibilità  di trovare una soluzione di ripiego efficace per risolvere il problema. Ma il punto non è quello di trovare un modo per pagare le tasse, da bravi cittadini.

Ci preoccupa la mancanza di cultura informatica: se l’Agenzia delle Entrate avesse obbligato i cittadini a compilare l’F24 con una Montblanc e in caratteri cirillici giustificando la decisione con qualche ragione tecnica, a chi sarebbe venuto in mente di rispondere

Nessun problema: mi faccio prestare la penna dalla banca di mio cugino russo

Pure questa sarebbe una soluzione di ripiego efficace, ma sicuramente tutta la società , tutti i partiti (non solo il senatore Bulgarelli) avrebbero gridato allo scandalo.

Qui siamo di fronte allo stesso problema: l’Agenzia delle Entrate immagina un mondo in cui prima esiste solo Windows (la monocultura), poi è costretta da un tribunale a riconoscere l’esistenza dei sistemi Apple (la bicultura). Ma dimostra ancora una visione limitata: l’informatica è un mondo molto più variegato. Il nostro compito di esperti potrebbe essere quello di educare politici e gli stessi tecnici. Non sarebbe stato meglio per l’Agenzia pubblicare i requisiti e le specifiche dei programmi consentendo a chiunque sia capace di realizzare un’applicazione compatibile con il sistema? Perché sperperare denaro per distribuire, pur gratuitamente, un programma che non si può studiare e adattare alle proprie esigenze?

A proposito: a che condizioni sono disponibili le specifiche del protocollo per il fisco telematico?

The powers of the Fellows

By talking with members of the Free Software community, I realised that one of the least considered reasons to join is the fact that Fellows can promote their projects, plans and ideas to further Free Software through the Fellowship.  That means having an international audience of 800 (and growing) dedicated and smart people. It also means working directly with FSFE to further Free Software, in your home town as well as in Bruxelles.

There are already example of Fellows proposing projects and using the Fellowship for Free Software.  Stephan, for example, suggested to have an international meeting of Fellows.  Emmanuele proudly used his affiliation in some articles regarding the abuse of electronic scrutiny in past Italian elections.  Shane suggested to use the power of the Fellowship to improve Free Software advocacy

Imagine what you can do with the power of the Fellows. Imagine starting an information campaign about Free Software in your home town or your old school, all with the help and support of FSFE via the Fellowship.  Does it sound good?  Stupid?  Say it, I’m all ears.