Chi ce l’ha più libera?

La distribuzione, dico: quale gruppo tra Novell, Debian, Redhat, Canonical ha la distribuzione più libera?

Deprimente lo scambio tra Shuttleworth che accusa Redhat di non essere altro che un’azienda che distribuisce software proprietario camuffato da libero.’  Lungi da me la volontà  di difendere Redhat (che si difende benissimo da sola), però una considerazione su Ubuntu va fatta.’  Come giustamente nota Roberto Galoppini, Ubuntu sta facendo fatica ad entrare in un mercato altamente competitivo e con protezioni legali che rendono l’appropriazione dei ritorni molto difficili.’  Sia Ubuntu che Redhat, come pure Novell e altre, hanno sviluppato strategie per differenziare i propri prodotti e appropriarsi dei ritorni.

Se i produttori di dentifrici dovessero competere solo sui prezzi avrebbero margini ridicoli perché un dentifricio è un bene altamente sostituibile (uno vale l’altro).’  Allora Colgate e altri usano i marchi per differenziarsi: un marchio per l’alito fresco, un altro per il tartaro. Così i clienti preoccupati dal tartaro sceglieranno non solo sul prezzo, ma anche sui (supposti) benefici, ovvero la percezione di valore.

Redhat ha scelto la stessa strategia: usare il suo marchio per differenziarsi da terzi e vendere costosi contratti di assistenza. Canonical, con Ubuntu, invece è un outsider sul mercato e il suo marchio è poco riconoscibile nel mercato che conta di più (l’enterprise) perciò sta puntando sulla gratuità  della sua offerta.’  Come giustamente fa notare Galoppini questa scelta [di Canonical] non è né nobile né ammirabile: è una necessità  di marketing.
Per questo mi ha deluso moltissimo la serie di post di Shuttleworth sulle ‘sfide da superare‘.’  Tutta questa enfasi sulla gratuità  (la sfida #1) la trovo sbagliata e poco interessante.’  Vogliamo parlare invece del software proprietario sviluppato da Canonical e mai distribuito?’  Launchpad, per esempio, la collezione di servizi su cui si basa la collaborazione con la comunità  di sviluppatori di Ubuntu, il maggiore differenziatore di Ubuntu rispetto a RH o Suse: dov’è?’  Dov’è il sistema per assemblare la distribuzione? E questa scelta di includere driver proprietari, rimangiandosi la promessa di non includere software proprietario, come la classifichiamo?’  Ubuntu distribuisce solo software libero oltre ad essere gratis?’  Free o free?
Brutta scena.’  Molte aziende hanno una strategia riguardo il Business del Software Libero, incluso Sun.’  La torta del BSL non farà  altro che crescere, per cui anche una piccola fetta è destinata ad aumentare di volume.’  Ho invece l’impressione che queste lotte interne rischia di non far crescere la torta, di rallentare l’adozione del Software Libero da parte dei clienti che contano.
Commercial Open Source Software » The most free distro war: “free software on proprietary terms”

Plussy walks the walk

During the holidays people usually play cards and eat a lot.  I did that too, but I also wanted to play with GIMP and Blender.  I guess you saw the results of me playing with GIMP already.

I have just published the results of my experiments with Blender bones and animation.  Here you can find a fully digital 3D puppet of good old Plussy.  If you want to see its walk try downloading this ogg file.

Feel free to experiment further and add more features to the scene, like background or other objects. Blender is fun 🙂

Ieri festeggiavo i miei primi 18 anni

Inneggiavo a Bacco e Venere (Tabacco non mi ha mai convinto) vestito da romano con i miei amici di scuola.’  Epico Finamore: per darsi un tono che non ha mai acquistato aveva sradicato un intero albero di alloro.’  Oggi festeggio i miei secondi 18 anni.

links for 2007-01-18

Il buon vecchio Steve e le sue manovre

Sul Wall Street Journal (cartaceo) si parla dell’arroganza di Jobs e di altri CEO, come Fiorina o Eisner. Pochi potrebbero permettersi di presentare un oggetto banale come un cellulare dicendo ‘Oggi facciamo insieme la storia’ senza provocare ilarità  nella platea.’  Ancora meno persone possono immaginare di usare un trademark (iPhone) per il proprio prodotto forzando una trattativa in corso, e allo stesso tempo attaccando in modo molto aggressivo chi imita il proprio look-and-feel.

Ma quello che è ancora più sorprendente per me è’  stata la dichiarazione di Jobs sul voler ‘blindare’ lo sviluppo di applicazioni per l’Apple-iPhone.’  Il motivo addotto da Jobs non è convincente: cosa sarebbe stato di OS X senza Photoshop o Premiere?’  Nel software compreso in iPhone non ho visto alcuna killer application inclusa, mentre di potenzialità  ce ne sono tante.’  Perché non includere Java nel Apple-iPhone? Ormai Java è Software Libero (e Sun sta bruciando le navi), è uno standard aperto gestito da un processo partecipato… why not?

Is Apple sandbagging the iPhone? « Scobleizer – Tech Geek Blogger

Living a Second Life?

Few days ago I posted about Second Life client being released as Free Software.  I have a dual opinion on SL.  On one hand I am amazed by a completely digital world, it’s fascinating for me to think that I’m living something that historians of the future will mark as a ‘first’.

On the other hand I’m not so amazed to actually jump in SL to ‘play’.  The more I read about it the less it is appealing to me…  But then again, probably I’m missing something.

Look at Bob Sutor’s series on SL: why is a important IBM guy spending time and money to buy land on SL to host virtual meetings of his staff? What am I missing?  Should I just try?  Is any Fellow already a SL citizen? Let me know, I’m very curious.

Moving on advocacy

Some Fellows in Italy have been silently working to move the Advocacy project on next steps.  Madero, for example, has prepared and run a poll between his colleagues high-school students asking what kind of topics they would be interested in.

The results are not surprising me but they are worth spending some thoughts on (even without considering statistics, for a moment).  Students seem to be interested in peer-to-peer technology and ‘hacker’ stories, more than definitions of licenses or copyright.  It’s something all Free Software advocates should keep in mind: students go to school to learn, while extra-curricular activities should be classifiable as fun, not study.  Another important consideration: students want to know about practical things that affect their life, like p2p.  Only few are fascinated with programming or knowing computers. A good Free Sw advocate should be able to translate Free Sw concepts immediately into real life practical considerations, without using technical terms. 

Do you have a reference to a speech that can be taken as reference to talk to students?  An audio or video recording or a transcript would be very nice to start a debate.

links for 2007-01-17

Funamboli del Software Libero

Da Pavia alla Silicon Valley.’  Galoppini chiacchiera con Fabrizio Capobianco a proposito di Funambol, ex sync4j: un application server che fornisce servizi di push email, sincronizzazione indirizzi e agende per varie piattaforme.’  Tutto è disponibile come software libero e sviluppato da Funambol con una grande partecipazione della comunità .’  Capobianco parla di ‘dual licensing onesto’ ovvero le versioni Community e Carrier usano la stessa base di codice.
Buona lettura: » Italian Open Source projects: Funambol