Calabria: gli ultimi sono ultimi

La campagna della Regione CalabriaLa Regione Calabria ha prodotto 6 manifesti con foto di giovani calabresi cui si sovrappongono degli slogan vuoti, di cui fatico a cogliere il senso. Esempio: Terroni? Sì siamo calabresi. Oppure I peggiori? Sì, siamo calabresi. E altri versi simili visibili qui. Proprio non capisco. Qual’è il messaggio? Cosa ci si aspetta che percepisca il pubblico da quelle domande? Io non ho visto nessun messaggio costruttivo o positivo, per cui ho cercato un po’.’  Pare che aldilà  di generare polemica non ci sia null’altro. Siamo di fronte ad uno splendido esempio di sperpero di denaro pubblico. L’agenzia di Oliviero Toscani avrà  la sua bella dose di pubblicità , ma ai calabresi cosa resta? Un’immagine di sfigati.

Quello che davvero mi fa davvero infuriare come meridionale (per fortuna non sono calabrese: sarei molto più offeso e amareggiato) è lo slogan scritto sopra il logo della Regione: gli ultimi saranno i primi. Ma vogliamo finirla? Gli ultimi sono ultimi e tali resteranno finché non si daranno da fare. Quei cartelloni sembrano dire: siamo sporchi, malavitosi, incivili, ultimi in tutto, ma non ce ne freghiamo perché nostro sarà  il regno dei cieli. La Regione Calabria genera polemica mescolando un po’ di buonismo, del cristianismo e, giacché c’erano un tocco di comunismo e semplice populismo.’  Perdonate il fantozzismo, ma mi pare proprio una cagata pazzesca.

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13 thoughts on “Calabria: gli ultimi sono ultimi

  1. è esattamente quello lo scopo: tranquillizzare i calabresi a non affannarsi, tanto poi qualcuno penserà  a farli andare avanti, in qualche modo.

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  2. Robbo: spero li abbiano pagati… non è tanto quello il punto, quanto ciò che sottolinea Gianky con il suo sarcasmo. C’è da chiedersi perché in questo paese ci si ricordi più del vangelo che della saggezza popolare. Non c’è un detto ‘aiutati che dio ti aiuta’? Non sarebbe meglio ricordarsi di questo invece di invocare sempre la salvezza nell’aldilà ?

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  3. Io vedo solo dell’auto ironia. il mondo va avanti a stereopiti, difficili e forse impossibili da elimininare (che dire allora dei napoletani, dei siciliani, degli albanesi, dei rumeni, dei “marocchini” in senso largo), quindi tanto vale riderci su. E su quelle risate costruire una autostima che diventa inattaccabile anche dai peggiori steropiti.
    E sullo slogan finale, seppur tratto dal Vangelo, non penso proprio ci sia in fine religioso nell’averlo inserito se non una continuazione nel paradosso del messaggio pubblicitario. Lasciamo la gente (terrona e non terrona) avere fede in questa vita ed in quella che verrà . E lasciamo i calabresi riderci su, almeno quelli che hanno un pò di autoironia. Per quelli suscettibili, beh che dire… portate pazienza che passerà  anche questa.

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  4. Un po’ costosa come autoironia, ma sopratutto il dramma è che la Calabria è realmente ultima in tutte le classifiche europee: c’è davvero poco da essere ironici, se non dopo essersi rimboccate le maniche e aver iniziato un processo di rinnovamento. Invece questi politicanti iniziano dall’ironia… boh, sono ancora perplesso e depresso.

    Riguardo il fine religioso, sono d’accordo che non c’è, come in altre occasioni se n’è abusato.

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  5. Sono calabrese, mi sono sentito offeso da quei manifesti , non sapete neanche quanto… non perché mi manchi l’autoironia (sfortunatamente, almeno sarebbe stato un valido motivo) ma perché occorrerebbe cominciare a rendersi conto che in Calabria (così come in qualsiasi altra regione italiana) c’è tanta gente che si dà  da fare a prescindere dagli stupidi ragionamenti di politici che il giorno stanno li a girarsi i pollici e capire se c’è vita nel loro cervello.

    Vivo da più di 5 anni a Ravenna, mi sposto tra grosse città  del Nord Italia per lavoro e sono soddisfatto della vita che conduco. Certe volte però penso ai miei vecchi amici e compagni di scuola e -quando riesco ad ottenere notizie- vengo a scoprire che si trovano ancora lì, abbandonati in Università  con un futuro molto incerto o con un lavoro da liberi professionisti che non sanno se arriveranno alla fine del mese.

    Tutto ciò mette una tristezza che neanche potete immaginare. La Calabria e la mia città  natale? Bella si, solo per le vacanze estive.

    Sigh.

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  6. anche per le vacanze estive avrei da ridire, ne ho titolo in quanto calabro-coniugato: solo un emigrato può avere la forza di incamminarsi sulla a3 o sulla 106 per raggiungere posti mal serviti, che non hanno più costi troppo concorrenziali (la cina srà  lontana ma sharm el sheik no!) e che in quanto a bellezze naturali e a come tutelarli hanno molto da imparare (praticamente da tutti).
    La realtà  (che vale per i calabresi come per tutti i meridionali) è che aveva ragione il gattopardo: noi siamo dei, o almeno siamo convinti di esserlo, nulla ci tocca e ci basta l’autoironia.
    Anzi lauta ironia per tutti!

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  7. oh, poi volevo aggiungere un chiarimento: io ho sempre odiato quelli che scrivono ai giornali o telefonano in radio per dire il loro parere o chiedere conforto all’esperto che risponde.

    ma chissenefrega della tua opinione e poi, che te ne fai del parere di uno che non conosce niente di te? boh, mistero della fede.

    quindi, sia chiaro, scrivo solo per obblighi di fratellanza!!

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  8. Ahimè hai ragione. Io vado in vacanza giù dalle nonne sopportando la tratta E45 / Roma-Orte / Salerno-Reggio Calabria: un vero e proprio calvario.

    Un calabro-coniugato può capire fino ad un certo punto. Sarà  sempre dell’idea che qualsiasi (o quasi) posto possa essere migliore della Calabria (o di altre mete meridionali). Io adoro il mio paese, la mia gente, il mio mare. Chiaro che bisognerebbe trattare meglio l’ambiente e le bellezze locali e -soprattutto- evitare ironia che non porta a miglioramenti del territorio.

    Ancora una volta ripeto: quei manifesti li hanno progettati in seguito ad una sbornia, non c’è altra spiegazione plausibile.

    Ciao!

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  9. continuo a chiedermi perchè tanto risentimento per quei manifesti. Si potrebbe dire, con un pizzico di provocazione, “coda di paglia”? Io sono meridionale, ed ora vivo in un altro “sud” del mondo, il Venezuela. La questione meridionale la sento mia, anche quando sono dovuro emigrare a Milano per lavoro, però una attenta analisi del problema, che certo non può trovare sviluppi su un blog, porta a determinate conclusioni. La prima è che l’insieme delle persone che vivono su un territorio preferisce vivere così come vive. Infatti chi vuole emergere secondo altri standar è costretto ad emigrare. E chi propone cose “diverse” viene boicottato. Ahi voglia a dire “i sistemi”, la “politica”, i “fattori esterni”… tutto è fatto dalle persone che poi si scelgono i propri amministratori, che scelgono i propri costumi, che decidono di vivere con le autostrade rotte ed ad offire servizi scadenti ai turisti.
    Finiamola di dire che “è sempre colpe degli altri”. Quei manifesti riflettono la Calabria dei calabresi residenti. Quelli che sono fuori, perdento la “residenzialità ” non perdono l’amore, ma cominciano a perdere il contatto con una realtà  che non vole cambiare. Qui in Venezuela è lo stesso… tutti i sud del mondo possono essere protagonisti del loro destino, basta volervo. Non sempre è facile iniziare, le schiavizzazzioni dei “nord e dell’economia” sono tantissimi, ma chi vuole può. Ad oggi penso la Calabria non vuole, ecco perchè esistono questi manifesti.

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  10. Allora per quanto riguarda la pubblicità , sono d’accordo con Stefano: non ha senso, sicuramente costosa e non ha raggiunto il suo scopo. Mi chiedo: nonpotevano affidarla ad unpubblicitario calabrese? Ce ne saranno, credo. Ed, invece, no! Hanno utilizzato il grosso nome che alla fine ha fatto pubblicità  solo a lui stesso.
    Per il meridione in generale, vi rimando al libro “Il pensiero meridiano” (Laterza edizioni)del sociologo Franco Cassano. ” Occorre restituire al Sud l’antica dignità  di soggetto del pensiero – dice l’autore – interrompere una lunga sequenza in cui esso è stato pensato da altri”. ( per chi vuole darci un’occhiata può chiedermelo. Posso prestarlo).
    Calabria / Calabresi. Ho un amico calabrese che vive da10 anni a Pisa, ha studiato e lì continua a lavorare. Non parla mai della sua terra, nonostante le mie continue insistenze e dice sempre che Pisa l’ha civilizzato.
    Sono parole che non fanno bene alla Calbria.
    E poi ci sono i ragazzi di “Adesso ammazzateci tutti”….
    Ciao
    marianna

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  11. e basta co sti “adessoammazzatecitutti”! sono sempre e solo un gruppo di studenti sfigatucci che accompagnati dal Partito, sognano in un giorno di poter cambiare le cose. Lo abbiamo pensato tutti (qualcuno senza Partito) ma le persone normali si rendono conto il giorno dopo che non è quella la strada.
    Ora vanno a farsi ammazzare tutti per ogni stronzata: la tav? eccoteli che compaiono in prima fila, c’è da fare un inceneritore? a rieccoli. Me li aspetto da un giorno all’altro a protestare per la tramvia. Ma che è cambiato a Locri? Voi ci aprireste un’attività  commerciale?
    Inutili sono anche le centinaia di analisi sociologiche degli ultimi decenni, ha già  detto tutto (e meglio) il Principe di Salina, e ve lo conferma eugenio, chi sta in certe condizioni lo fa perchè ne è intimamente soddisfatto. Che significa “restituire al Sud l’antica dignità  di soggetto del pensiero..” ma quanti insoddisfatti ci sono veramente? Ma pensato da chi? forse che non abbiamo politici in parlamento, professori nelle università , dirigenti nelle aziende statali che potevano pensare il loro sud? Non siamo mica stati governati dalla lega negli ultimi 50 anni.

    ps non è coda di paglia, è fratellanza….

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