Things I said on 2010-01-31

Six comments worth reading about iPad

Saturday morning is the best day to read more in depth analysis. I collected six articles that amused me, largely from the HBR blogs (one of the best source of food for thoughts, IMHO).

If you, like me, are fascinated by innovation and by the physicality of objects I suggest you to read Apple iPad’s Product Development Approach . It’s a brilliant lesson to learn for all companies out there building devices

Beyond the half-pound device’s elegant silhouette, interface, and operating system, the gadget is worth paying attention to for innovation lessons from Apple.

Many comments have given me the impression that the iPad is not clearly positioned. It’s clearly not a phone nor it’s a notebook/netbook. Strategically, the iPad opens a new market for Apple, one that may cannibalize its own products: if you already have an iMac/MacBook and an iPhone, would you buy also an iPad or sell the iPhone and get an iPod nano instead? As Scott Anthony says in Does the Apple iPad Make Strategic Sense?

The two things I admire most about the company are its ability to think holistically about business models (iPod + iTues, iPhone + the App store, iPad + iBookstore) and its willingness to keep innovating. Imagine how different it would have been if Apple stopped at the first generation iPod, or just rode the iPod for as long as it could. Its willingness to step out and enter into new categories is an important lesson for all companies.

The blurred positioning of iPad make it harder to identify a clear competitor. TechCrunch clearly identifies Kindle in Top 10 Reasons The Apple iPad Will Put Amazon’s Kindle Out of Business.

Apple has upped the game for Amazon. Jeff Bezos and his team better start a clean sheet of design if they want Kindle to catch up again and play as a leader with consumers.

For HBR the ultimate competitor is only maybe Kindle, but in The iPad Showdown: Apple Versus Comcast argues that Comcast may get some headache.

At twice the price, maybe the iPad is a Kindle Killer — maybe. But Kindle is a single-purpose device for reading, while iPad is a multi-purpose device for entertainment.[…]  The real face-off  […] is Apple versus Comcast — the largest cable provider in the United States, serving 24 million homes […] [T]he new device creates “anywhere, anytime” access to the broadband Web, including broadband video streams.

A colleague argued that tablet pc have existed for over 10 years, with many more features than the iPad. Looking at the facts, though, tablets never took off: too expensive and with poor user experience due to bad software and hardware. Another lesson about product development and radical innovation is in Apple’s Secret? It Tells Us What We Should Love:

This was validation of Apple’s peculiar innovation process: Insights do not move from users to Apple but the other way around. More than Apple listening to us, it’s us who listen to Apple. This contradicts the conventional management wisdom about innovation.

I learned about the iPad name from twitter while I was at the gym and I didn’t understand the jokes about the name until my american wife explained it to me. The comment The Day Apple Turned the Web into Junior High from HBR about naming is interesting.

Perhaps Apple underestimated the power of a viral joke, but it seems more likely that the company, thinking long-term, has so much well-founded faith in its products and its brand that it has no doubt the real iPad will eclipse the joke iPad in the minds of consumers as soon as it’s released.

I would add that the name has other meanings only for native English speakers, not for the rest of world.

Il Corriere della Sera attacca ancora Google

Torna Mucchetti, il giornalista castiga-google del Corriere della Sera, che mischia notizie con un articolo che parte dalla relazione del AGCom per tornare a chiedere  di castigare Google. Il problema sarebbe che Google fattura per pubblicità più delle concessionarie degli editori più forti ma questa quota di raccolta pubblicitaria non sarebbe inclusa nel calcolo della vituperata legge Gasparri.

Questo passaggio è interessante:

La filiale italiana, Google Italy, dichiara ricavi inferiori ai 20 milioni per lo più derivanti da servizi resi a Google Ireland […]

Strano questo accanimento: Microsoft fa la stessa cosa da sempre, ma siccome è tra i maggiori clienti per pubblicità su RCS, non è mai stata attaccata. Google invece appare come un concorrente, quindi Mucchetti gli dà addosso. I fatti però non sono altrettanto chiari:

La Guardia di Finanza di Milano aveva ipotizzato l’evasione fiscale partendo da indagini secondo le quali Google Italy rappresenterebbe una stabile organizzazione della multinazionale in Italia e non solo un punto di appoggio. Il pm Carlo Nocerino non ha condiviso l’impostazione, e ha chiesto l’archiviazione.

La parte che mi dà fastidio è alla fine dell’editoriale:

Sul terreno della fiscalità e della regolazione globale si profila il conflitto con l’America di Barack Obama. La Casa Bianca è schierata senza se e senza ma a difesa degli interessi dei colossi dell’online. Tra i primi atti di Obama c’è la sostituzione del presidente della Fcc, l’Agcom americana, con Julius Genachowski, un partigiano della net neutrality, ostile a qualsiasi discriminazione nella veicolazione dei contenuti sulla banda larga da parte delle compagnie di telecomunicazioni che pure vi dovrebbero investire montagne di denaro.

A me pare che dica: il modello di business di RCS è messo in difficoltà dalla libertà della rete, per cui è meglio pensare di introdurre pali e paletti vari affinché si possa continuare a tenere in piedi questo antico dinosauro alla faccia dell’innovazione e della natura libera di Internet. Obama, tieni duro.

Google, il grande editore che non c’è – Corriere della Sera.

iPad DRM endangers our rights

The Free Software Foundation guys are ready to remind us the real threat that iPad furthers:

The iPad’s unprecedented use of DRM to control all capabilities of a general purpose computer is a dangerous step backward for computing and for media distribution.

Yesterday a group of FSF volunteers set up “Apple Restriction Zones” along the approaches to the Yerba Buena Center for the Arts in San Francisco, informing journalists of the rights they would have to give up to Apple before proceeding inside.

Well done guys and thanks. Join FSF today.

via iPad DRM endangers our rights | DefectiveByDesign.org.

This is why i think iPad is revolutionary

I’m following the iPad presentation but until I saw this I wasn’t impressed

This makes the iPad a totally new device and suddenly makes OS X and GNU/Linux and Windows well … obsolete. To me this looks like Apple finally pushing away to the oh-so-old desktop metaphor, the mouse, the windows, the folders and all that.

Welcome iPad. I won’t buy you but I hope that others will draw inspiration from it.

The iPad gets a keyboard dock | Cult of Mac.

Things I said on 2010-01-24

Things I said on 2010-01-17

Come vincere la burocrazia italiana

In realtà il titolo è ottimistico: con la burocrazia non si vince mai, al massimo si pareggia. Negli ultimi mesi ho avuto modo di frequentare alcune pubbliche amministrazioni italiane e ho ricavato delle lezioni importanti su come ottenere ciò di cui si ha bisogno. Serve, in sintesi, sviluppare empatia e azzerare la fretta.

È necessario allenarsi ad essere empatici con i burocrati, non è facile. Ho usato un trucco per togliermi l’immagine dell’impiegato pubblico fannullone che “non fa niente”. Ho iniziato invece a pensare, più correttamente, che i burocrati “fanno cose poco utili per i cittadini”.  In effetti la maggior parte di questi lavorano molto, compiendo operazioni largamente inutili, derivate da norme e abitudini antiche e bizantinismi formali. Chi ha presente come funzionano oggi, nel 2010 gli archivi di stato civile e il tribunale avrà un’idea di cosa intendo per bizantinismi.

Con questa diversa percezione, una volta entrato in un comune qualsiasi ci si accorge accorgerai di quanto tristi siano questi ambienti sono. Qualsiasi dettaglio mi faceva pensare che pure io avrei avuto difficoltà a prestare attenzione ad un cliente in stanze così grigie, mal arredate, con mobili e carte ammucchiate senza decoro. Se volete capire a cosa mi riferisco fate un giro nei corridoi al piano terra del tribunale di Milano, da via Freguglia: uno dei posti più orribili in assoluto nel mondo.

Di fronte al burocrate per la prima volta bisogna prepararsi a non avere successo al primo colpo e ad essere respinto in modo sbrigativo. Il problema più grave in Italia è che se non si è già esperti della procedura si rischia di essere allontanati dallo sportello svariate volte prima di avere tutta la documentazione completa. I bizantinismi sono troppi ormai troppi e nessuno sa come uscire dal guano. Il trucco per ridurre il numero di fallimenti è farsi spiegare tutto subito dal burocrate. Si deve evitare il confronto, mai perdere la calma e ricordardsi che loro non sono al servizio del cittadino (checché  ne dicano i vari buffoni della corte della semplificazione). Al primo segno di ‘non si può fare’ conviene sospirare e dire qualcosa che faccia capire all’impiegato che capisci il suo inferno. Per esempio, funziona bene mandare il messaggio che tu, magari ultra-laureato ed esperto di ultratecnologie, di fronte alla burocrazia sei incompetente e hai bisogno del burocrate. Fa capire al burocrate che lui ha il potere e tu sei il povero cittadino ignorante che ha bisogno del suo aiuto.

Compiuto questo passo, bisogna convincerlo di essere degni del suo aiuto. Consiglio di cercare il contatto umano ad ogni costo: se noti foto di figli/nipoti/luoghi, libri, cibo, un accento particolare … qualunque cosa vale per fargli capire che tu sei come lui/lei, un suddito di un potere più grande costretto a lavorare tutti i giorni per campare. Se riesci anche in questo allora è fatta, tu e il burocrate avete lo stesso obiettivo: superare un ostacolo piccolo per poter andare avanti e far passare un altro giorno. A questo punto ti aiuterà a capire l’arcaico suo mondo bizantino e, se va bene, farà anche del lavoro per te: comparirà una macchina fotocopiatrice che (miracolo) funziona, ti venderà marche da bollo se non le avevi, ti segnalerà gli ulteriori passaggi da compiere, ti darà un numero di telefono diretto dove (miracolo) rispondono e cose simili.

Bisogna annullare la fretta perché la fretta genera impazienza e se il burocrate percepisce l’impazienza si rompe l’empatia: è lui quello condannato a mettere timbri, non tu che vivi nel bel mondo fatto di sedie comode, uffici puliti e ordine. Se diventi impaziente, tu perdi.

Al culmine dell’allenamento durato oltre 4 mesi, sono riuscito a comprimere nel tempo di valore olimpico di due soli giorni una procedura che il burocrate inizialmente diceva prendere 5/6 mesi, e che al massimo potevo sperare di  sollecitare per ‘urgenza’ dopo 30 giorni. Alla fine questo semplice esercizio di empatia e zero-fretta mi è servito: sono soddisfatto di aver vinto pareggiato anche se solo all’ultimo minuto con un gol di mano, in evidente fuorigioco e scaturito da punizione inesistente.

How to sync Mac OS with Funambol (part 3)

I noticed that my posts about using Funambol on Mac part I and part II are two of the most viewed posts on my blog, so I decided to update them with a new tutorial using the official Funambol Mac OS Sync app. Since I was at it I decided to test also Prezi, a pretty good software for presentations.  Although not free-as-in-freedom software, I hope it inspires other developers to write better tools for presentations.

Here is the result: enjoy it!

http://prezi.com/bin/preziloader.swf

Why that thing on Nexus One?

I can’t get my head around one feature of Google’s superphone: why did they put that scroll-click-button at the bottom of the phone? Shouldn’t the touch screen be enough to use the phone? Besides, being so close to the bottom edge, can it really be used? If anybody is still thinking that Google wants to become a hardware manufacturer, that detail alone shows how G still has lots of road to cover.

But I don’t think Google is going to compete directly with HTC, Samsung and all others. I agree with Fabrizio, Ars and HBR: Google is disrupting the mobile phone market in the USA introducing what us Europeans had forever: choice. In Europe we can choose the phone we prefer and use it with any carrier. In the USA carriers tend to make monopolistic agreements with phone manufacturers, so consumers that want a phone usually have only one choice of carrier. Think iPhone which is limited to AT&T in USA but in Italy you can buy it from three different carriers. For this Nexus One is like the iPhone: it’s a game changer. I think that other hardware manufacturers like Nokia could profit from Google’s move, too.