Gli scooter elettrici da soli non risolvono i problemi del traffico cittadino

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Le battute vengono facili leggendo la notizia degli e-scooter danneggiati a Bari. Il problema della mobilità nelle grandi città però non si può risolvere con le battute. Quando i primi e-scooter sono apparsi sui marciapiedi di San Francisco c’è stato immediatamente un forte dualismo tra chi li adora e chi li odia. La città li ha bloccati rapidamente e imposto regole ferree per i fornitori di servizi.

Gli e-scooter sembrano creare più problemi di quanti ne risolvano. La concorrenza tra operatori è feroce, praticamente non ci sono barriere all’ingresso di concorrenti e non ci sono molte opportunità di fidelizzazione del cliente. Considerato che nessuno degli operatori è profittevole, qualsiasi città fa una scommessa a scegliere qualunque di questi come operatore.

Poi ci sono le esternalità economiche: il costo di marciapiedi bloccati, traffico pedonale e veicolare ostacolato, costi di pronto soccorso per incidenti. Per non parlare dei dubbi sull’efficienza energetica: non sembrano essere poi tanto ecologici, visto che più spesso sostituiscono opzioni a emissioni zero come camminare, bicicletta o trasporto pubblico mentre richiedono traffico veicolare per essere caricati.

Mi sambra molto naive il commento del sindaco di Bari che spera di vedere la città “diventare più europea” come se fossero i motorini elettrici a distinguerla da Parigi (lo sanno tutti che è il mare il fattore distintivo).

Parlando di Parigi, suggerisco al sindaco e ai cittadini di Bari di studiare un po’ i risultati di chi questi esperimenti di mobilità li ha iniziati un paio di anni fa e ne faccia tesoro così almeno ci si porta avanti.

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2 Comments

  1. Io che notoriamente vivo in una caverna, l’anno scorso a Tel Aviv ho visto arrivare in una settimana il divieto di transito per monopattini e bici elettriche su molti marciapiedi. Pochi giorni prima,il primo morto a Parigi. Sarò stato sfortunato.