Investire in politica conviene coi rimborsi elettorali

Bello leggere dati e numeri. Su Noise From Amerika c’è una bella analisi della legge sui “rimborsi” elettorali che rimborsi non sono (nemmeno secondo la Corte dei Conti). Ma i partiti, tutti, nessuno escluso, se ne fregano e hanno fottuto agli italiani dal 1993 ad oggi 2.254 Milioni di euro!

Che di rimborso non si tratta lo dice la Corte dei Conti. Guarda che ROI:

Pensate che 100 euro investiti da Rifondazione Comunista nella campagna elettorale del 2006 sono diventati 2.135 euro. […] Per le elezioni del 2008 il record, invece, spetta alla Lega Nord: le spese accertate dalla Corte dei Conti sono state di 2 milioni e 940 mila euro e i voti ottenuti hanno dato al Carroccio il diritto di ricevere dalla pubblica amministrazione 8 milioni e 277 mila euro all’anno per cinque anni. In totale 41 milioni 385 mila euro. Dunque 100 euro investiti dalla Lega nella campagna elettorale del 2008 sono diventati 1.408 euro. Per quanto riguarda i due partiti (per ora) maggiori, il PDL e il PD, la Corte dei Conti ha certificato che per le elezioni del 2008 il primo ha speso 54 milioni e ne incasserà 206 mentre il secondo dopo averne speso 18 ne incasserà 180.

Ma è questo commento che mette tutto in prospettiva:

La somma del contributo pubblico, solo per questi due partiti, fa 382 milioni: più del doppio del gettito 2008 dell’ imposta sul gioco del Totocalcio e dell’Enalotto (179 milioni. Fonte ISTAT , analisi delle imposte indirette, tavola 18).

Ciò detto, conviene andare di nuovo al voto? via noiseFromAmeriKa : Rimborsi elettorali? No, grazie!.

Parliamo e non ci capiamo: produttività per esempio.

Un esempio da manuale di come in Italia si urla troppo e si è persa la sana abitudine di capire. Ne

Noi dicevamo “il problema è la produttivita’ che non cresce da 15 anni, bisogna fa crescere la produttivita'”, loro (a sinistra, ndr) capivano “il problema è la produttività che non cresce da 15 anni, bisogna spremere i lavoratori.”

Da leggere su noiseFromAmeriKa : La produttività: un esempio..

Una splendida sintesi della situazione italiana

Quanta verità in poche parole:

Chi sono allora, questi di nFA? Cani sciolti. Schegge impazzite. Variabili non controllabili. Gente difficile da predire, pronta a dar botte a destra e a manca. Ecco, la nostra impressione è che è stata in buona misura questo aspetto a generare diffidenza e limitare la volontà di dibattere con noi. La forma usuale in cui si svolge il dibattito politico italiano è quello dello scambio di accuse reciproco basato sulla reazione epidermica identitaria, un dibattito che soprattutto in politica economica tende a oscurare l’impressionante similarità delle pratiche effettive di governo nei due schieramenti, oltre che la comune povertà dell’elaborazione teorica. Non essendo noi facilmente incasellabili, questo stile di dibattito ovviamente era precluso. Che restava? Restava, abbiamo scoperto, il niente.

via noiseFromAmeriKa : La presentazione del libro a Trento: chi c’è e chi non c’è.