Perché ristabilire il senso di comunità porta al successo

Ho tenuto oggi una lezione di tre ore al Social Media Lab dello IULM dal titolo Etica della società digitale, ovvero perché ristabilire il senso di comunità porta al successo. Oggi ho avuto la conferma che il software libero ormai non è un concetto astratto. Praticamente tutti gli studenti (delle facoltà di Lingue, Turismo, Marketing e Comunicazione) usano regolarmente Firefox, conoscono OpenOffice.org, sanno che WordPress è software libero. Quindi, diversamente da qualche anno fa, non occorre più convincere nessuno della bontà del software libero o della sua fattibilità, della sua sostenibilità economica. Oggi penso di aver fatto bene a concentrarmi sullo spiegare perché il software libero è un elemento fondamentale nella società digitale.

Durante la prima ora ho spiegato i fondamentali e la storia del software libero. Per portare i principi di Stallman all’atto pratico ho usato le metafore di Lessig illustrate in Code is law.  La prima parte della lezione si conclude quindi con l’affermazione che nell’attuale era dell’informazione e per una società digitale libera il potere del codice software va bilanciato con la responsabilità morale del programmatore, ovvero con le quattro libertà di Stallman.

La seconda parte invece mi è servita a dimostrare che essere etici non vuol dire fare beneficenza e rimanere poveri. Ho usato due tipi di esempi, in negativo e in positivo. Gli esempi negativi sono i comportamenti di aziende o interi gruppi che, perdendo la bussola etica e perdendo il senso di appartenenza ad una comunità hanno portato alla recessione. Gli esempi positivi sono quelli di aziende che hanno mantenuto invece un forte senso di comunità e continuano a mietere successi. Non ho potuto fare a meno di citare Funambol in questo caso: adoro il principio Don’t upsell to your community. A chi si stupisce perché ho messo Google tra i buoni rispondo che secondo me Big G finora ha dimostrato un forte senso di responsabilità; ad esempio, qualcuno vede Facebook partecipare a qualcosa tipo dataportability? Quindi, ricapitolando, se il software libero è il modo per tenere una solida etica nella società digitale e mantenere il senso di comunità, e le aziende che hanno alti standard morali e forte senso di comunità solido hanno successo, allora il software libero è un pezzo importante per il successo.

Nella terza ora abbiamo discusso insieme questo caso di studio da HBR, un’azienda che deve decidere se e come rilasciare il suo programma con una licenza libera. La discussione è stata bellissima con spunti davvero intelligenti da parte della classe.

Le slide sono qui sotto. Mi sono divertito tantissimo e non vedo l’ora di poter ripetere questa lezione da un’altra parte: accetto inviti 🙂

If it’s broken, then fix it

Last month I had the luck to listen to Muhammad Yunnus speak about leadership and change. His speech was full of inspiration and hope, his work showed that radical changes can start by questioning what we take for granted.’  Mr. Yunnus reported a dialogue with the director of a bank where he went to ask for them to start lending money to the poors. Quoting from “Banker to the poor”:

Yunnus: “But if you are certain that the money will be repaid, why do you need collateral?”
Bank director: “That is our bank rule.”
Y: “So only those who have collateral can borrow?”
B: “Yes”
Y: “It’s a silly rule. It means that only the rich can borrow.”
B: “I don’t make the rules, the bank does”
Y: “Well, I think the rules should be changed”.

And then he went on and created Grameen Bank, radically changing those rules.

I see in his logic the same kind of logic that lead Richard Stallman to start developing the GNU system.’  He knew the rules of copyright were being used to deprive computer programmers of freedom to learn and evolve software, so he changed them with copyleft.

The lesson I got from this is that if the rules seem broken then it’s time to fix them, even if everybody else takes them for granted.