Ancora su Microsoft, CC e Lessig

Mantellini ha etichettato la mia opinione sul plugin di MS Office che assegna ai documenti una licenza Cretive Commons come ‘rigida’. Credo che sia utile spiegare a questo punto perché la mia opinione è ‘rigida’. Semplicemente io penso che non ci sia proprio niente di cui gioire. Mi spiego.

Lessig nel suo libro ‘Code is law’ dice che il ciberspazio non ha una natura tale che lo rende non regolamentabile e che il ciberspazio ha un suo codice, il software (e l’hardware) che lo fanno esistere. Questo codice può creare un ciberspazio di libertà  oppure di oppressione.

Tenendo in mente quindi che Lessig ammette che un ciberspazio libero è quello in cui il codice è libero guardiamo all’annuncio di Creative Commons e Microsoft.

Il plug-in modificherà  il menù FILE aggiungendo la voce “Creative Commons” che, quando selezionato, porterà  l’utente al sito di CC per scegliere una licenza da attaccare al documento. Il primo documento licenziato con questo strumento è un discorso del Ministro della Cultura brasiliano e musicista “supercool”, Gilberto Gil, sul tropicalismo.

Qualcuno mi spieghi cosa c’è di eccezionale qui. Abbiamo un discorso importante (bene), licenziato con una licenza CC (magari bene), distribuito in un formato proprietario (male). Siamo nel ciberspazio, il codice è legge. Un file distribuito in un formato non standard, segreto, definito solo da un’ente privato assegna a Microsoft il potere di regolamentare quel ciberspazio. Quel file del discorso di Gil non sta nel ciberspazio libero, ma in quel ciberspazio gestito e controllato da organismi non democratici.

Creative Commons è evidentemete in difficoltà  e la cosa non mi piace per niente. Prima Lessig approva i DRM di Sun in cambio di qualche liretta, ora si rimangia i principi del suo libro migliore. Desolante.