Un modo per risolvere il pasticcio elezioni e andare avanti

Nessuno è infallibile, quindi bisogna aspettarsi sbagli ed errori. L’importante non è non sbagliare, ma  ammettere lo sbaglio, chiedere scusa se si è danneggiato qualcuno o qualcosa e correggere i propri comportamenti in modo da non ripetere l’errore. Di errori in questa bagarre elettorale ne han fatti molti. Mi sono divertito a scrivere una lettera di scuse da parte dei partiti che sono arrivati tardi in tribunale. Secondo me, se gli italiani sentissero l’ammissione dello sbaglio, le scuse e la promessa di non ripetere più l’errore potremmo finire qui la questione e andare avanti. Che ne pensate?

carissimi concittadini

abbiamo creato un pasticcio presentando le liste elettorali all’ultimo minuto. Nonostante sapessimo che la scadenza dei termini fosse vicina, abbiamo sottovalutato la complessità dello sforzo e abbiamo rischiato di danneggiare l’esercizio democratico del diritto di voto a milioni di cittadini. Gli organi del partito sono stati maldestri e ci scusiamo per questo. La nostra leggerezza ha costretto il governo a redarre un provvedimento d’urgenza e a far intervenire il Presidente della Repubblica in una questione che è solo frutto della nostra imprecisione. Ce ne dispiace.

Ci scusiamo con tutti gli italiani per aver dovuto far ricorso al decreto legge, ci scusiamo per aver dovuto cambiare le regole di accesso alle elezioni. Sappiate che l’abbiamo fatto solo per non privare ad una larga fetta di cittadini il diritto di votare per il loro partito.

Abbiamo imparato la lezione e promettiamo di non ridurci mai più a consegnare le liste l’ultimo giorno all’ultima ora possibile.

Vogliamo anche scusarci con gli italiani che ogni giorno si scontrano con la burocrazia inflessibile: promettiamo che nel prosieguo della legislatura lavoreremo per rendere automatici, snelli e semplici i procedimenti burocratici, continuando l’opera iniziata dalla legge Bassanini.

Con l’augurio che l’Italia possa andare al voto iniziando al più presto a parlare di programmi, porgiamo distinti saluti.